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venerdì 10 giugno 2011

Penisola Calcidica (Sithonia e isola Amuliani)

Maggio-Giugno 2011

29/05/2011 Partiamo con Ryanair da Orio al Serio per Salonicco (Thessaloniki,). Il volo dovrebbe durare 2 ore e 30, ma arriva con un anticipo di almeno mezz’ora. L’aeroporto è a dir poco spartano. Cerchiamo in vano un ufficio del turismo per avere qualche info e una cartina dettagliata.
Ritiriamo l’auto prenotata as usual con www.autoeurope.it al banco della Hertz. Applicano la regola che prevede il pagamento anticipato di un pieno di benzina e la restituzione del veicolo con serbatoio vuoto (bella mossa di marketing, soprattutto se il pieno di un’utilitaria te lo piantano a 90 euro: è vero che la benzina costa più che in Italia, però…) in più il serbatoio non è nemmeno pieno, lo facciamo notare e l’impiegata gentile a cui riconsegneremo l’auto ci farà uno storno di circa 10 euro. Ci dirigiamo verso la penisola di Sithonia che è in pratica il secondo dito dei tre che compongono la Calcidica, gli altri sono Kassandra, che è stata rovinata dall’urbanizzazione, ed il Monte Athos che è quasi interamente occupato dalla repubblica monastica alla quale si può accedere solo ottenendo un permesso e solo se maschi. Dall’aeroporto di Thessaloniki partiamo in direzione Nea Moudania, che è il primo grosso paese della penisola Calcidica e da qui si prende per Nikiti, abbandonando l’autostrada (gratuita). A Nikiti optiamo per la costa orientale di Sithonia, seguendo la direzione Sarti/Sykia . La strada, che finora era stata un poco noiosa, si fa più interessante: inizia quell’atmosfera più selvaggia che è tipica della Grecia che amiamo. Incontriamo anche qualche tartaruga che passeggia ai bordi della strada.
La prima tappa è Vorvorou, un paese senza un vero agglomerato, ma con una serie di domatia e ristoranti lungo la strada principale, seguendo la quale si arriva ad una spiaggia meravigliosa, Keradi.

Ricorda vagamente la capocchia du purpo a La Maddalena: appena giù dalla pineta, la rena bianca va a contornare l’insenatura dalle incredibili rocce arrotondate dall’erosione. In questo periodo, considerando anche che è domenica, non c’è quasi nessuno e possiamo optare tra varie soluzioni. La preferita è quella che ci vede occupanti di una minispiaggia personale, completamente soli!

E’ la sistemazione migliore, anche perché dopo la sveglia alle 4.00 ed il pranzo alla taverna Gorgona (niente di eccezionale, ma la scelta in paese è piuttosto scarsa), si può avere tutta la privacy necessaria per starsene appisolati con la bolla al naso. Nel tardo pomeriggio, facciamo un salto all’insopportabile Talgo beach, dove un insieme informe di coatti grecidi si crede di vivere il momento più “in” della vita sparando a palla una musica ignobile ed atteggiando ad un jerrycalàismo egeico. Ceniamo alla taverna EAPA (meglio la Gorgona) e notte alla Fillis House http://www.halkidiki.com/fillis/, nella residenza proletaria. Vi sono infatti due edifici: il primo, più moderno, visibile dalla strada, ospita stanze lussuose e di buon gusto a 60 euro a notte, che non è niente per la qualità della sistemazione, ma in bassa stagione in Grecia vogliamo tenere un budget più basso. Quindi preferiamo la vecchia dimora, nonostante il tentativo di negoziato (ma dove son finiti i fantastici tira e molla con i greci? A forza di una faza una raza sono diventati più tirchi di noi? O forse è questa brutta crisi che rende tutti più seri?) 40 euro per una stanza molto carina, anche se ne varrebbe 30 perché il bagno sembra essere stato arredato dalla Skipper.
30/05/2011 Partiamo verso sud e dopo qualche inutile tentativo per raggiungere il mare scendendo dalle stradine sulla sinistra (buona parte delle spiagge sono infatti occupate interamente dai camping o dai beach bar) finalmente imbocchiamo una strada (a circa 15 km da Vourvorou) che conduce sì ad un campeggio, ma con un accesso libero ad una bellissima spiaggia libera con sabbia a chicchi di riso Agios Armenistis.
Il mare si tinge di una decina di sfumature prima di raggiungere due scogli che s’antepongono alla vista  del Monte Athos. L’unica negatività è la presenza di una quarantina di roulottes parcheggiate lungo il perimetro della spiaggia facendone una ridicola corona che toglie poetica alla visuale posteriore che darebbe invece su placide colline verdemente selvagge.
Partiamo alla ricerca di Kavrotrypes, segnalata dalla guida e raccomandataci dalla gente del posto. Proseguendo verso sud, pochi km dopo Agios Armenistis, si incontra un parcheggio sulla destra e subito dopo si svolta a sinistra (circa 400 metri prima della svolta per Platanitsis). Ci si accorge subito di essere in un luogo particolare, infatti quando la visuale si apre sul mare compare un’immagine unica; se questa spiaggia si trovasse alla Seychelles sarebbe una delle più fotografate al mondo. La sabbia è bianchissima e del medesimo colore le rocce che la contornano e che contribuiscono, insieme al sempre portentoso effetto del sole in funzione della sua posizione nel cielo, a dare al mare un colore quasi irreale:::> nuotate obbligatorie!


Platanitsis sarebbe anche una bella spiaggia, di tutt’altra caratteristica, certo, ma è stata ingiustamente risucchiata dallo squallore del camping che si trova alle sue spalle.
Poco prima di Sarti vi è una piccola spiaggia con porticciolo piuttosto tranquilla, mentre a Sarti si trova una spiaggia di paese  molto lunga (più di 2 km) con un’acqua talmente pulita da far pensare ad una coscienza mai usata o ad un’isola poco frequentata, non ad una delle destinazioni più gettonate della zona. A Sarti molti hotel sono ancora chiusi (o meglio sono aperti, ma non c’è nessuno ed è necessario chiamare ai numeri di telefono indicati per mettersi in contatto con i proprietari) finalmente troviamo una bella stanzetta all’hotel Biki per 30 euro e dopo aver passato in analisi tutte le taverne del paese andiamo a cena alla taverna Barba Giorgos vicino al nostro hotel, molto caratteristica con le tovaglie bianche e rosse, il cibo è ottimo, il servizio cortese, buona la birra alla spina ed il prezzo è ultraconveniente, insomma è tutto molto bello, sarà anche l’effetto delle notizie confortanti che ci giungono dall’Italia (grazie Luisa).
31/05/2011 Proseguendo in direzione sud, subito dopo Sykia si trova una strada sulla sinistra che conduce alle spiagge di Linaraki. Inizialmente sembra di essere un po’ alla fiera campionaria della roulotte e del camper usati, ma poi arriviamo ad una cala isolata, preceduta da un’ulteriore piccolissima divisa in due da un separé di scogli, come a creare un piccolo palco privato in un teatro di verde e silenziosa rappresentazione, se non fosse per l’arbitraria presenza vocale di una famigliola di italiani.
Tornando verso la strada principale, dopo i campeggi, la strada prosegue lungo la costa dove si incontrano varie insenature, una più graziosa dell’altra. In alcune offrono l’ombrellone e i lettini gratis, basta prendere qualcosa da bere.
Incontriamo numerose tavernette caratteristiche che invogliano alla sosta alimentare. Optiamo per il Five steps in the sand, molto carino e mangiamo bene.
Lasciate le bellezze naturali di Sykia si prosegue verso sud e subito si incontra il piccolo agglomerato di Kalamitsi, facciamo un giro sul lungomare (molto bello) e l’attenzione viene catturata da un edificio con la scritta Irene’s house rooms to let: è il posto ideale per fermarsi a dormire. La signora Irene non dice una parola in inglese, ma la cosa importante è capirsi sul prezzo della stanza: 40 euro per un appartamento al secondo piano di pregevole realizzazione e vasta metratura (salotto, due stanze da letto, megacucina etc.) c’è anche una vista favolosa sulla baia dall’ampio balcone. Stando all’interno sembra di essere in una baita di montagna, per i quadri alle pareti oltre che per l’architettura, sarà una punta di nostalgia?!? Ma basta uscire sul terrazzo per essere catturati dall’incantevole marina. Si cena molto bene da Zorba: ottimi i calamari frittasciutti e le sarde grigliate, che è da un bel po’ di tempo che non si trovano così nel nostro mare. Il pane viene servito caldo con olio e origano.
01/06/2011 Oramai si è capito che le tappe si fanno sempre più frequenti e a distanza minore, non perché la strada sia impervia, ma perché ogni curva vela e disvela una novità. Poco dopo Kalamitsi si incontra Porto Koufo, che in altri viaggi sarebbe stato sicuramente una sosta, ma proseguendo ecco Toroni che, onomatopeicamente, potrebbe far pensare ad una località noiosa e che, in realtà, è assai simpatica per la sua ospitalità e per la bellezza delle sue spiagge. Infatti, oltre alla lunghissima spiaggia del paese, ci sono altre piccole e tranquille insenature in cui si sente il suono della brezza ed i riccioli di mare sul bagnasciuga.

Pranzo vegetariano alla taverna Leon (tzatziki, melanzane e zucchine infrittolate). In questa zona è consuetudine offrire un dolcino ai clienti: è la quarta taverna in cui ciò accade… Ristoratori del resto del mondo, per capire come si fa a far sentire ben accetti e “coccolati” gli avventori, fatevi uno stage in Macedonia!!! A volte è sufficiente offrire un dolcetto, e poi per digerire si può fare un salto in Montenegro. Ceniamo da Aphrodite in ambiente rustico (verrebbe da dire “spartano”, ma si può di spartano in Macedonia?!?), le fritture sono un po’ meno asciutte ma la qualità delle materie prime fa sorvolare. Notte al Panagiota rooms per 35 euro con bella vista balconata sulla spiaggia del paese e comodità (ombrelloni di paglia e lettini) nel tratto antistante la struttura.
02/06/2011 Decisione definitiva ed irrevocabile, rotta verso nord fino a raggiungere Ouranopoli dove prendere il traghetto per l’isola di Amuliani (in realtà il traghetto si prende qualche km prima, a Trypiti, ma Ouranopoli, che è il paese successivo, fa più scena, così sembra di andare a prendere l’astronave). Facciamo una piccola deviazione sulla strada, che scendendo era stata ignorata: Ormos Panagias. Sarebbe stato un grosso errore perché dopo aver oltrepassato il porticciolo si prende una stradina che sale leggermente e gira dietro il promontorio per riaprirsi su una splendida baia sabbiosa dalle acque chiare e placide.
La strada per Ouranopoli, passando per Agios Nicolaos e Pirgadika, è assai piacevole, c’è una fioritura esplosiva che colora le colline di giallo. Il traghetto ha corse molto frequenti, è puntuale e la traversata è breve, circa 20 minuti.  Non ci sono biglietterie a terra, si paga a bordo: 10 euro per auto + 2 euro a persona.
Sull’isola ci sono tre spiagge belle raggiungibili facilmente in auto.
Pranziamo su una di queste, alla taverna Gripos, che è un po’ naif, ma finalmente si mangia un polipo con 8 gambe allo stesso prezzo delle solite 2 e ci viene offerta anche una coppa gelato da un kilo con fichi mielati; in più la taverna si adagia su una spiaggia meravigliosa che, con il sole in posizione, non ha nulla da invidiare a certa roba vista in Venezuela.

Anche dalla parte opposta dell’isola vi è una spiaggia incredibilmente affascinante, Alykès.

Il primo giorno siamo da soli, il secondo venerdì c’è un po’ di gente al beach bar che spara musica techno a tutto volume. Cominciamo a pensare che in alta stagione la vacanza da queste parti non deve poi essere così piacevole.
Ripieghiamo sulla spiaggia di Karagatzi, a tre km dal paese.

Passiamo due notti all’hotel Giorgos, sulla strada che esce dal paese, che ha stanze nuove e raffinate per 40 euro a notte.
Mangiamo nelle uniche tre taverne aperte sull’isola, la migliore è Iannis, ma in tutte la scelta è limitata perché è bassa stagione.
04/06/2011 Tappa di ritorno verso Thessaloniki a Ormos Panagias, poi pranzo a Nikiti in un ristorante sul lungomare più estetico che altro, anzi il gestore ha una faccia da cazzo che consola e cerca pure di fregarci sul conto, ma col piffero che ce la fai, pirla, siam mica giapponesi allo sbaraglio!
C’è pure qualcosa di indigesto che comprometterà la cena in un ristorante di Gerakini che invece avrebbe stuzzicato una scelta pantagruelica. Gerakini è una tipica località balneare, se non fosse per le costruzioni basse e la natura circostante ancora preservata, l’atmosfera sarebbe da paesino della Liguria; oddio qualcosa è stato fatto per portare l’istinto a pensare a quella sensazione, tipo la costruzione di un brutto albergo a caserma e di qualche campo da tennis per i villeggianti più dinamici. Notte e abbondante colazione all’hotel Estelle per 40 euro.

13 commenti:

  1. viene proprio voglia di andarci, bello

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    1. andrò in agosto 2012 e seguirò i tuoi consigli molto dettagliati e allettanti. grazie

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    2. Grazie a te! Buon viaggio!

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  2. Andremo sicuramente l'anno prossimo (già deciso) quale guida hai usato??
    ciao e grazie mille

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  3. La solita Lonely Planet, anche se alcune indicazioni su come raggiungere le spiagge non erano molto precise. Spero che le indicazioni del blog possano essere utili. Ciao

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  4. io ci andrò tra due settimane e non vedo l'ora! ho cercato una guida lonely planet adatta ma non ne ho trovate! tu quale hai usato precisamente? grazie per le informazioni ;)

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  5. Non c'è una LP per la penisola calcidica. Io ho usato la lonely planet Greece (in inglese perchè la versione italiana non era aggiornata), ma quest'anno a maggio è uscita quella aggiornata http://shop.lonelyplanetitalia.it/grecia/grecia-continentale. Buon viaggio!

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  6. Ciao!Noi andremo in Calcidica la prima decade di agosto: secondo te Kassandra è da tralasciare? Meglio fare bene solo Sithonia?Altra domanda: in alta stagione pensi sia più sicuro avere gli alloggi prenotati o si può trovare facilmente (tieni conto che siamo 2 adulti+1 bambina di 7anni)?Le strade come sono? Grazie!!!!

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    1. Kassandra è più costruita e Sithonia più "selvaggia" e più adatta ai miei gusti. Credo sia meglio prenotare perchè soprattutto in alcune zone non ci sono molte sistemazioni. Le strade sono un po' curvose ma belle e le distanze brevi. Buone vacanze!

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  7. grazie per tutti i suggerimenti, li terremo in conto. Noi andremo il prossimo giugno

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  8. Ciao! Grazie del racconto! Noi partiremo il 6 giugno e stiamo cercando in quale paesino fare tappa..hai qualche suggerimento?
    Grazie
    Gaia

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