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martedì 4 febbraio 2014

Oman



23 dicembre 2013

Destinazione Oman. Approfittiamo di una buona offerta con Turkish Airlines da Malpensa. Il biglietto costa 550 euro, ma l’orario di arrivo è indecente, le 6 di mattino. Oltre allo scalo ad Istanbul è previsto uno scalo tecnico in Barhein, dove scendono un paio di passeggeri e si fa il pieno di carburante. Il totale ore di volo si attesta sulle 8,5.

24 dicembre 2013
All’arrivo è necessario farsi rilasciare il visto (per i cittadini italiani è infatti possibile ottenere il visto turistico all’arrivo), ma per farlo non bisogna dirigersi verso il banco col cartello Tourist Visa (dove il visto viene controllato), ma al banco del Currency Exchange dove si pagano 5 OMR (ryal omaniti) oppure 12,50 euro per il visto di 10 giorni (esiste anche un visto di 30 giorni al costo di 20 OMR). Non è necessario compilare nessun modulo. Insomma basta pagare! Accettano anche banconote in euro di taglio superiore alla tariffa richiesta e danno il resto in OMR.
Il cambio è piuttosto vantaggioso ed è quindi consigliabile pagare con la cifra esatta e poi ritirare la valuta locale agli sportelli ATM presenti nella hall degli arrivi.
In ogni caso le carte di credito sono ampiamente accettate (in quasi tutti gli hotel e ristoranti) e quindi si può ritirare il minimo indispensabile per qualche pasto e acquisto nei suq. Le mance non sono un'usanza, anche se i camerieri hanno stipendi bassissimi.
La procedura di pagamento è lenta perché tutti i passeggeri del medesimo volo si dirigono al banco contemporaneamente,  mentre il controllo del visto (che è simile a uno scontrino senza indicazioni di nome o altro) e le formalità di ingresso sono molto veloci e gli addetti gentili.
L’aeroporto è molto piccolo e tranquillo e i bagagli sono già sul nastro.
Ritiriamo da Europcar la Ford Focus prenotata tramite Autoeurope al costo di 190 euro per 9 giorni.
Non tutte le zone interessanti dell’Oman sono raggiungibili con un’auto 2x4, men che meno le piste del deserto, ma si può fare un bel giro anche senza jeep.
L’aeroporto si trova a Muscat a circa 15 km da Al Khuwair, che è la zona dove si trova il nostro hotel.
Il navigatore non riconosce i numeri civici e quindi dobbiamo chiedere indicazioni ai passanti, che sono molto disponibili e parlano l'inglese, che è molto diffuso. Tutta la segnaletica stradale è riportata sia in arabo sia in inglese così come le insegne degli esercizi commerciali. Solo i palazzi governativi hanno scritte esclusivamente in arabo.
Il consiglio per raggiungere l'hotel Samara è di cercare con il navigatore il vicino Ibis hotel. E’ molto più semplice infatti raggiungere luoghi della città inserendo nomi di hotel e ristoranti piuttosto che indirizzi.
Abbiamo prenotato l’hotel Samara con un’ottima offerta di booking a 29 OMR tasse incluse. La stanza, ampia e pulita, è affacciata su una bella moschea illuminata in modo suggestivo Il letto è comodo, il servizio in camera economico e gentile; la sala da pranzo è invece un po’ triste ed il cibo così così. Non è un problema visto che il quartiere di Al Khuwair è ricco di ristoranti e take away per tutte le tasche.
Il rapporto qualità-prezzo del Samara è validissimo rispetto alla media del paese. Le strutture sono infatti poche e gli omaniti non sembrano particolarmente interessati ad offrire alti standard qualitativi.
L’impatto con la città è spiazzante, attraversata com’è da un’autostrada a tre o quattro corsie, sempre trafficata.
L’auto è obbligatoria, considerando che la città è lunga 50 km (dall'areoporto al quartiere opposto di Bustan) e senza è quasi impossibile spostarsi, ma il traffico è abbastanza scorrevole perché la maggior parte delle strade sono a 2 o 3 corsie per senso di marcia senza incroci a raso e quindi non offrono molte possibilità di divagazione. Inoltre non ci sono problemi di parcheggio, che è gratuito quasi ovunque.  Pagheremo solo sul lungomare di Mutrah durante l'orario di apertura del suq (8-13; 17-21). L’alternativa all'automobile è data dagli onnipresenti taxi. Mezzi pubblici non pervenuti.
Muscat è una città molto briosa, punteggiata di moschee
La maggior parte dei luoghi di interesse di Muscat si trova a Mutrah (o Matrah, come si trova scritto a volte sui cartelli stradali) e Old Muscat (la città vecchia) chiamata semplicemente Muscat, dove è di grande interesse la visita della zona attorno al palazzo del sultano, nei pressi del quale si trovano anche due forti ben conservati.
 
  Old Muscat
  Old Muscat

Tutto è molto curato e pulito e vi è un’attenzione quasi morbosa per le aiuole pubbliche, anche se questa peculiarità è generalizzata a tutta la città, ricca di palmizi, ciclamini a profusione, sculture e altre applicazioni artistiche. Gli edifici sono di un bianco illuminante e per questa maniacale attenzione al mantenimento ed al restauro, pur essendo antichissimi, appaiono all’occhio incimurrito e cinizzato dell’osservatore italiano, abituato a ben altro stato di abbandono del proprio patrimonio artistico e architettonico, come delle copie un po’ fasulle e legolandiane, ma è tutto autentico.
Come è autentica la spensieratezza che si respira in città e, nonostante sia molto sentita la componente religiosa, la vita scorre fluente e si percepisce nei confronti del visitatore, se non la rinomata cordialità omanita, il forte senso di rispetto per gli usi e costumi altrui.
Piacevole è la visita alla corniche, la strada costiera che, da Mutrah, si spinge per alcuni km verso il centro storico di Old Muscat con un camminamento che offre molteplici possibilità di inquadrature fotografiche, come il parco di Al-Riyam con  l’incensiera gigante e la torre di guardia, da cui si gode un panorama privilegiato ed il bel lungomare di Matrah con il porto, l’antico forte e il frequentato suq coperto.
Raggiungiamo anche il quartiere di Al Bustan, all'estremità opposta della città rispetto all'areoporto, dove si trova il lussuoso Al Bustan Palace Hotel, che si affaccia su una aiuola fioritissima, e nulla più.

parco di Al-Riyam (Muscat)

Corniche (Muscat)

25 dicembre 2013
Anche se in qualche finestra si intravede l’immagine rubata di un albero di natale la giornata si apre all’insegna della più sobria normalità. Ci trasferiamo a Nizwa che si trova a 150 km da Muscat con la veloce autostrada in perfette condizioni. La segnaletica è buona, il limite di velocità è di 120 km/h (le automobili sono dotate di un segnalatore acustico che avvisa quando si supera questo limite). Ci sono numerosi distributori di benzina ed è una vera soddisfazione fermarsi a fare il pieno per 6 euro. La benzina costa infatti 0,12 OMR al litro (il corrispettivo di 0,24 euro) e se pensiamo che ci guadagnano,  pagando pure un addetto per ogni pompa… Il paesaggio si apre subito in meravigliose aride visioni, con la movimentazione emotiva di rilievi rocciosi di forte impatto. Sorprende il fatto che ci siano aree apparentemente desertiche che hanno offerto la possibilità di insediamento a comunità così numerose. Costeggiamo cittadine di discrete dimensioni in luoghi in cui sembrerebbe impossibile passare la notte in camper. Arriviamo a Nizwa, dopo circa un’ora e quaranta. La città è un comodo punto per raggiungere le attrattive turistiche della zona ed in inverno è necessario prenotare l’hotel con un certo anticipo data anche la scarsità di strutture.
Soggiorniamo per due notti al Al Diyar hotel, che si trova, come la maggior parte degli hotel,  sulla vecchia strada Muscat-Nizwa, a circa 5 km dal centro. L’ingresso è elegante e la zona piscina accogliente. La nostra stanza è enorme e ben arredata, con tv sat con qualche canale inglese. Il bagno invece avrebbe bisogno di un restyling. Paghiamo 45 OMR incluse tasse e colazione a buffet.
Partiamo nel primo pomeriggio per la visita dei due paesi di Misfat e Al Hamra. Per raggiungerli è necessario dirigersi verso Bahla e svoltare a destra (c'è l'indicazione per Al Hamra) a circa 35 km dalla rotonda del Corano (o book roundabout) di Nizwa.
Il tragitto merita una citazione perché il paesaggio è incantevole, soprattutto al ritorno, quando il sole comincia a calare e gioca con le ombre sul dorso di pietra delle montagne e si capisce di aver attraversato un luogo unico.
Decidiamo di andare prima a Misfat che è il più lontano dei due villaggi e si trova in posizione privilegiata; sopraelevato domina la vallata e vive nella parte antica, fatta di case di terra e mattoni crudi, di oasi e palmeti e di una pace silenziosa che si distrae nello scroscio d’acqua dei lavatoi: una piccola poesia fatta di fango e datteri.

 Misfat
 
Misfat
Scendendo da Misfat percorriamo la strada principale di Al Hamra, su cui si affaccia un numero spropositato di botteghe di sarti, e raggiungiamo la parte antica caratterizzata da costruzioni in stile yemenita ormai abbandonate a ridosso del palmeto. Non si può rimanere estranei al coinvolgimento paesaggistico di questa località, che, anche se inferiore per posizione rispetto a Misfat, di certo non lo è per fascino ed incanto.

 Al Hamra

  Al Hamra

 Al Hamra


26 dicembre 2013
Partiamo da Nizwa con l’idea di raggiungere la vetta del Jebel Shams, che con i suoi 3000 metri è la montagna più alta dell’Oman. Ci addentriamo nel Wadi Guhl lungo una strada molto pittoresca che conduce alla vetta, con sosta obbligatoria per ammirare il villaggio fantasma di Guhl.
Guhl
La strada è sicuramente di grande effetto anche per chi ha già goduto di panorami simili e si incontrano simpatici compagni di scarpinata tra cui alcune capre dal pelo lungo e lucido, che sembrano uscite da poco da un salone di bellezza.
 Strada per il Jebel Shams
 Strada per il Jebel Shams
Sull’altopiano il cielo sembra ancora più terso e l’orizzonte sembra aprirsi all’inverosimile.
Strada per il Jebel Shams
Lungo il percorso incontriamo molti individui che ci allarmano relativamente allo stato del fondo stradale e ci sconsigliano di proseguire oltre l’asfalto con la nostra Focus. L’interessamento è legato all’offerta di condurci in vetta con la loro jeep per 20 OMR a testa. Già indecisi e allertati dalla Lonely Planet, che consiglia l’utilizzo di un’auto 4x4, decidiamo di non procedere oltre e dedicare il resto della mattinata alla visita di Bahla. In realtà la strada è fattibile anche con una 2x4, come testimoniano vari viaggiatori sul web.
Il piccolo sacrificio viene ricompensato dalla visita alla città fortificata di Bahla, di cui si possono osservare la cinta muraria, le immancabili case di mattoni crudi e fango e l’imponente forte, patrimonio dell’Unesco, purtroppo visitabile solo al venerdì e sabato.
 Bahla

 Bahla
Anche la visita di Nizwa è di grande interesse, con l’accoppiata moschea-forte. In particolare merita una visita il forte. Il biglietto di ingresso costa mezzo Ryal ed è aperto tutti i giorni fino alle 16 ed il venerdì con orario ridotto.


 
Nizwa
Dalla sommità della torre, alta 40 metri, si gode di belle panoramiche della città.

 Nizwa
Gli altri luoghi di interesse sono tutti visitabili a piedi ed in qualche ora si completa la visita della città, che include il suq cittadino situato in edifici storici suddivisi per categoria merceologica ed un giro intorno alle mura.

 
Nizwa suq
A Nizwa i posti per mangiare sono pochi: un Pizza Hut e un Hungry Bunny, entrambi sulla strada vecchia che da Muscat conduce a Nizwa e qualche caffè in centro, oltre ai ristoranti degli hotel, alcuni dei quali propongono buffet serali. Il ristorante del nostro hotel Al Diyar è parecchio frequentato anche da gente del posto e propone buona carne alla griglia; gli altri piatti non sono un gran che ed il locale è piuttosto squallido, come spesso succede da queste parti, dove l’attenzione al design non è prioritaria.
Per fortuna c’è Al Masharef, un ristorante/take away che propone ottimi falafel e altre specialità turche a prezzi stracciati (ci saziamo con 3 OMR in due).
27 dicembre 2013
Il navigatore è fondamentale per indicarci la strada che conduce a Ibra ed alle Wahyba Sands. La città ed il deserto non sono indicati in nessun modo lungo l’autostrada, che imbocchiamo da Nizwa in direzione Muscat. Dopo aver percorso circa 20 km usciamo per Izki e ci dirigiamo in direzione opposta a Izki. Da un certo punto è necessario seguire l’indicazione Sands Area. Ci sembra talmente assurdo che non ci fidiamo del navigatore e chiediamo conferma ai gentili passanti. Se è possibile il paesaggio si fa via via più arido e si vedono le dune di sabbia in lontananza.
La tappa a Ibra è pressochè inutile e sottrae tempo all’entusiasmante visita del Wadi Bani Kalhid. La svolta per questo Wadi è ben segnalata lungo la strada 23 Muscat-Sur, in località Bidiyah a soli 100 metri dall’Oriental Nights Rest House, dove alloggiamo. Si tratta di una guest house economica (la camera standard costa 25 OMR tasse incluse) con camere abbastanza spartane, ma pulite, ed un ristorante che propone abbondanti porzioni dei piatti più diffusi.
Posiamo i bagagli e ci dirigiamo di corsa verso il Wadi Bani Kalhid. Percorriamo la vallata per poi salire d’altitudine e vicinanza alla maestosità della natura. Per raggiungere le frequentatissime piscine naturali dall’acqua smeraldina è necessario seguire l'indicazione per le Mokal caves. Il parcheggio è piccolo e pieno all’inverosimile. Ci sono parecchi turisti, ma anche molte famiglie del posto, che si dedicano soprattutto al picnic (è venerdì ed è giorno festivo). Da qui una camminata impegnativa (che non completiamo) conduce alla grotta e consente di vedere lungo il cammino altri sprazzi di acqua verde.

 Wadi Bani Kalhid
 Wadi Bani Kalhid

28 dicembre 2013 
La meta di oggi è piuttosto indefinita. Percorrere una parte della strada che collega Al-Ashkarah a Shana’a, definita dalla LP un capolavoro di ingegneria costruito in mezzo alle dune. 
Lungo la strada che ci porta verso sud, prima di raggiungere Al Ashkarah, attraversiamo alcune cittadine, la più interessante delle quali è Jalan Bani Bu Ali, con un bel forte in decadenza e la stranissima Jami Al Hamoda Mosque dalle 52 cupole.

 Jami Al Hamoda Mosque

Probabilmente agli autori LP piace molto utilizzare il termine capolavoro di ingegneria perché percorriamo un buon tratto (circa un’ora) della Al-Ashkarah a Shana’a road e non ci sembra questa grande opera dell’ingegno. Anche il paesaggio non è entusiasmante trattandosi soprattutto di dune fossili (coperte di una patina nera, che fa perdere loro il fascino del deserto).

 Al-Ashkarah a Shana’a road

Ci fermiamo per il pranzo al Al Ashkarah Beach Resort, costruito a circa 15 km dal paese di pescatori di Al Ashkarah, in mezzo al nulla, su una spiaggia ventosa e un mare che non invita al tuffo riappacificatore. Il servizio e la qualità del cibo non ci entusiasmano. 
Torniamo verso nord ed imbocchiamo la strada che conduce a Sur. Il tragitto è piacevole ed il paesaggio molto allettante. La nostra sistemazione per le prossime due notti è il Sur Plaza Hotel. L'hotel è al completo, dato che ci avviciniamo all'ultimo dell'anno. La stanza è dotata di tutti i confort e pulitissima e c'è una bella piscina. Il prezzo è forse un po' alto (45 OMR escluse tasse e colazione).
Il ristorante propone ottimi piatti asiatici (oltre a cucina internazionale) e, per nostra grande gioia, una carta dei vini. I prezzi delle bottiglie non sono molto invitanti, ma mezzo litro di bianco sfuso sudafricano, dopo i giorni analcolici, è un toccasana...

29 dicembre 2013
La giornata è dedicata alla scoperta di Sur e delle sue splendide fortificazioni. La prima è il Bylad Sur castle; la svolta per raggiungerlo è ben indicata e si trova a circa un km dalla prima rotonda di Main Street,  provenendo da Al Kamil.
La seconda è il Sunaysilah Fort situato in prossimità della terza rotonda, provenendo da Al Kamil, e visibile da Main Street. E' visitabile anche all’interno, pagando un ingresso di mezzo ryal a persona.
Dal giro delle mura, interamente percorribile, godiamo di una panoramica della città.


 Sunaysilah Fort
Ci spostiamo sul lungomare, per una piacevole passeggiata, anche se un po' ventosa. La spiaggia, anche qui, non è molto invitante.
Spiaggia di Sur

Attraversando il bel ponte che unisce le due sponde della laguna, sorvegliata con amorevolezza dalle torrette di guardia, si giunge nel paesino di Ayjah dove si trova un’altra costruzione fortificata di minor prestigio ed un ben visibile faro.

 Ayjah
Nei pressi del ponte sono visitabili i cantieri di costruzioni per la navigazione delle classiche imbarcazioni dhow.

30 dicembre 2013
Da Sur imbocchiamo la strada costiera verso Muscat. In realtà è costiera solo fino alla località di Quyriat, dopo la quale si addentra oltre le montagne.
A circa 50 km da Sur si trova il Wadi Tiwi,  dove una strada asfaltata costeggia l’acqua inoltrandosi nella vallata.


Wadi Tiwi
Il Wadi si percorre con un’auto 2x4 per qualche km, poi la strada si restringe e il percorso si fa più arduo rendendo necessario l'utilizzo di un'auto con quattro ruote motrici.

A pochi km dal Wadi Tiwi si trova il più famoso Wadi Shab, sovrastato al suo imbocco da un ponte stradale, che ne rovina l'estetica.
Wadi Shab

Questo Wadi non è visitabile in auto. E' necessario lasciarla nell'ampio parcheggio, prendere una barchetta a pagamento e procedere a piedi per circa 45 minuti. Edotti del fatto che una parte del percorso va effettuata camminando nell’acqua e non avendo nessuna voglia di bagnarci i piedi, ci limitiamo a qualche fotografia.
Il paese di Quyrat, descritto dalla LP come località incantevole, è piuttosto insignificante e la deviazione del tutto inutile.
Da Quryat il paesaggio si fa più montano e si susseguono i cartelli stradali di pericolo per attraversamento antilopi.
Arriviamo nel pomeriggio a Muscat, con la prospettiva di passarci ancora un giorno e mezzo e qualcosa ci dobbiamo inventare. Proviamo con il quartiere di Qurm, in cui, secondo il nostro lisergico druido, la solita Lonely Planet, vi sono interessanti centri commerciali e in particolare una valida offerta di prodotti artigianali all’interno del Sabco Centre. Niente di più falso. Ce ne andiamo sconfortati.
Sul lungomare di Qurm non è che vada molto meglio; infatti parcheggiamo per fare due passi e respirare un po’ di iodio, ma non ci riusciamo, perché tutti gli altri decidono che l’attività principale è fare avanti e indietro, spesso a velocità di transumanza, da una rotonda all’altra, a bordo di potentissime autovetture (l’ispettore Fazio direbbe che così si rovinano!). Evidentemente vince chi fa più vasche. La spiaggia è al solito un po’ triste, considerando che la gente ci sta vestita a e non solo per una ragione culturale.
Non riusciamo a capire come si possano pagare cifre esorbitanti per godere della spiaggia del Crowne Plaza.
La cosa divertente è l’inizio di un numero spropositato di partite di calcio sulla sabbia, che da lontano sembrano la rappresentazione di un formicaio impazzito e da vicino la scapoli-ammogliati negli anni 80 nei campetti dell’entroterra marchigiano.

Spiaggia di Qurm

Ceniamo al Grand Lounge Muscat, in zona Al Khuwair, vicino all'hotel Ibis, allettati dalle buone recensioni sul web. L'ambiente è accogliente, ma la qualità del cibo è deludente.

31 dicembre 2013
Il tema della giornata è come far passare un’intera giornata (fino alle 4 am) a Muscat.
Cominciamo con la Grand Mosque, un’opera maestosa che meriterebbe una visita accurata, che manchiamo completamente grazie al receptionist dell’hotel che ci dice essere aperta fino alle 12.30. In realtà è preciso l’orario sulla LP dalle 8 alle 11.00 e poi fuori tutti che si prega.
Ci accontentiamo della parte esterna che è comunque sorprendente per architettura degli edifici e dei giardini.
Grand Mosque
Grand Mosque

Pranziamo al ristorante libanese Al Jood, nella zona commerciale di Al Khuwair (sul navigatore ci si può orientare cercando il vicino ristorante Turkish House). La cucina è appetitosa (i falafel ottimi!) a prezzi competitivi e l’ambiente accogliente.
Dopo pranzo facciamo un giro fuori Muscat, lungo la strada che conduce a sud. Ci fermiamo a Qabat che si trova in posizione magnifica. Non è però possibile visitare il villaggio perché è pieno di cartelli che impediscono il passaggio ai turisti.
Qabat
Tentiamo di raggiungere il mare nei pressi di Bandar Jissah, ma l’unico modo per accedervi è attraverso le spiagge private del Bandar Jissah Resort o dell’Oman Dive Center, pagando un ingresso. Nei periodi di punta è inoltre necessario prenotare.
Facilmente raggiungibile è invece la scenografica spiaggia di Yiti, attraverso una bella vallata.

Yiti
Concludiamo la giornata con qualche acquisto al suq e un bis da Al Jood.


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