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giovedì 21 novembre 2013

Creta orientale


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14 ottobre 2013
Voliamo con Ryanair da Bergamo a Chania. L’aeroporto di Heraklion è sicuramente più conveniente per la visita della parte orientale di Creta, ma la partenza da Bergamo è estremamente comoda ed il biglietto costa solo 100 euro.
Abbiamo prenotato l’auto con autoeurope presso la National, che non ha un ufficio in aeroporto. Ci aspetta un tipo con cartello che ci porta all’ufficio National, a circa 5 km dall’aeroporto, nei pressi di un benzinaio sulla strada per Chania. Notiamo subito che il prezzo della benzina è simile a quello italiano, anche se in alcune località tipo Elounda raggiungerà vette mai toccate nemmeno nel belpaese.
Sono le 21 e, per evitare di guidare a lungo nel buio pesto (l’illuminazione stradale non è una prerogativa dei cretesi) abbiamo prenotato un hotel proprio lungo la strada per Chania, a 12 km dall’aeroporto e a 2 dalla città. L’hotel Akrotiri si trova in una zona tranquilla, sopraelevata con vista sul golfo di Chania. La proprietaria è gentilissima (l’accoglienza è da BB inglese), la stanza è molto grande con una bella terrazza vista mare. Il bagno sarebbe da rifare, ma questa pecca è compensata da alcune attenzioni, come vino e acqua in omaggio, accappatoi e ciabatte. La colazione è buona e il costo della notte prenotata con booking è di 43 euro, un classico prezzo greco. C’è anche la WIFI gratuita, che troveremo praticamente ovunque nel corso della vacanza.

15 ottobre 2013
Da Chania a Sissi ci sono 174 km di National road, molto scorrevole e poco trafficata. Per raggiungere Sissi è necessario svoltare per Malìa (un paese insignificante), e dopo poco, prima di raggiungere Malìa, girare a destra (la deviazione non si vede perché indicata solo nel senso contrario).
Il paese di Sissi (o Sisi) si sviluppa intorno a un caratteristico porticciolo su cui si affacciano molti bar e taverne. Il cielo è limpidissimo e la temperatura ideale, 26 gradi. Scegliamo la taverna Potri, dove ce la scialiamo con polipo, sarde alla griglia e birra (Mithos ovviamente) per la modica cifra di 22 euro. Evviva la Grecia!
 
Dopo 26 km di National road raggiungiamo Agios Nikolaos dove cerchiamo un hotel in zona porto, ma la situazione è un po’caotica e ci sono pochi parcheggi, per cui lasciamo la cittadina in direzione della penisola di Elounda e dopo pochi km, proprio lungo la strada troviamo l’hotel Lato, dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. La stanza è carina e pulita con un bel balcone vista mare e un bagno con doccia “appesa” (una vera rarità da queste parti). La colazione è buonissima e c’è anche una piscina. Il tutto per 45 euro.


La caratteristica principale di Agios Nikolaos, adagiata sulla baia di Mirabello, è il lago interno di Voulismeni, collegato al porto da uno stretto canale, intorno al quale si trova la maggior parte dei caffè e ristoranti. 
Ci rendiamo conto che, anche se la metà di ottobre è arrivata, c’è ancora turismo, costituito soprattutto da coppie di mezza età del nord Europa e dagli ormai onnipresenti russi e polacchi.
Anche se si è fatto tardi decidiamo di cercare una spiaggia sulla strada che porta a Elounda (che viene descritta dalla guida come una specie di porto Cervo di Creta; in realtà è un paese non particolarmente attraente, abbastanza movimentato, con una spiaggia di sabbia scura poco invitante). Purtroppo la maggior parte delle spiagge si trova all’interno degli hotel e, anche se sono pubbliche, è necessario passare all’interno delle strutture private per raggiungerle e sono occupate da ombrelloni e sdraio privati appunto (anche se di solito si possono affittare). Oltretutto la sabbia è marrone ed è tutto piuttosto triste. In ogni caso la spiaggia migliore sembra quella di Havania, che è indicata anche sulla strada, mentre altre non sono indicate e non si vedono ed è necessario sapere esattamente dove fermarsi.
Ce ne andiamo a cercare una vera spiaggia pubblica e la troviamo a Plaka, proprio in fondo alla penisola di Elounda. E’ la spiaggia del paese, con un grande parcheggio vicino, e con qualche sdraio e ombrellone che però non riesce a rovinare l’atmosfera. La spiaggia è di sassi con acqua limpida e vista sull’isola di Spinalonga (Plaka è infatti il luogo più vicino da cui partono le gite per raggiungerla). I ristoranti e caffè sono più numerosi delle abitazioni private. Peccato non avere fame perché sono molto invitanti.

16 ottobre 2013
La nostra meta è la spiaggia di Kolokytha sulla penisola di Spinalonga, che ci è stata decritta con toni idilliaci.
Trovare la strada per raggiungere la penisola non è semplice. A Elounda, a circa 10 km da Agios Nikolaos, bisogna effettuare una decisa svolta a destra dove c’è il cartello per l’hotel Akti Olous.

Si attraversa la laguna su una stretta striscia di strada, passando vicino a caratteristici mulini, e si attraversa la penisola su strada sterrata, seguendo le indicazioni per la chiesa di Saint Luke e la spiaggia di Kolokytha.

Si parcheggia presso la chiesa e con uno dei sentieri che scendono dalla collina con una camminata di 5 minuti si raggiunge una bella baia con due spiaggette di sabbia grigio-bianca. Una si riempie di turisti tedeschi, alcuni dei quali arrivati a piedi direttamente da Elounda e l’altra è il parcheggio per un gommone-mostro, utilizzato per fare divertire dei cerebrolesi che arrivano con le crocierine organizzate a rovinare la tranquillità del luogo.

 
Torniamo a Agios Nikolaos, da dove seguiamo la strada litoranea verso Siteia invece della National road, con l’obiettivo di vedere tutte (o quasi) le numerose spiagge di questo tratto di costa.
La spiaggia di Almiros si trova a 2,5 km dal centro di Agios Nikolaos (è raggiungibile anche a piedi da un sentiero che parte da Gargadoros Beach, a 5 minuti dalla marina). Pare sia molto popolare, anche se al momento c’è poca gente. Forse per via del cielo un po’ coperto, non si avvicina minimamente all’immagine della foto gigante che campeggia sulla strada. Deludente e desolante.
Ammoudara, a 6 km da Agios Nikolaos, è un agglomerato costituito da qualche struttura per il pernottamento e due taverne sul mare che affittano anche ombrelloni e sdraio. Il mare è bello. Peccato per la solita sabbia marrone!
Cerchiamo inutilmente la spiaggia di Vathy, che dovrebbe essere di sabbia bianca, in quanto creata artificialmente da un hotel di lusso. Non troviamo né la spiaggia né l’hotel.
Poco male, ci fermiamo a Istro (a 12 km da Agios Nikolaos) dove vi sono 3 spiagge: Karavostasi, Saint Panteleimon e Voulisma. L’unica che merita è quest’ultima, situata in una bella baia, con acqua bassa e azzurra e sabbia più chiara. Sicuramente la migliore spiaggia fino ad ora, anche se è molto frequentata con tanto di moto d’acqua a rompere le palle. L’acqua è ancora calda ovunque nonostante l’avvicinarsi dell’autunno.

A 26 km da Agios Nikolaos incrociamo la strada che conduce a Tholos beach (o Kavounissi beach), ma è ancora nuvoloso e optiamo per la visita ad un ulivo vecchio di 3500 anni, percorrendo per 2 km una strada sterrata (indicata sulla strada principale appena fuori dal paese di Kavosi) tortuosa  e piena di buche. Proseguendo lungo questa strada si arriva al Canyon di Mesonas, popolare tra gli amanti del trekking.

Dopo questa poco interessante deviazione riprendiamo la strada principale in direzione Siteia, che si trova a 69 km da Agios Nikolaos.
L’arrivo a Siteia ci dà un senso di deja vu. Ci sentiamo catapultati in una località della Liguria nei primi anni 80.
Ci fermiamo per la notte al Flisvos hotel, situato sul lungomare pedonale, ma con un comodo parcheggio sul retro. La camera è spaziosa, con vista sul cortile interno e la colazione buona (costo 45 euro).
La sera facciamo una piacevole passeggiata sul lungo mare tornando dodicenni e scegliamo tra i numerosi ristoranti il più caratteristico Zorba (che offre molte varianti di menu). Optiamo per il solito polipo e calamari e mangiamo bene a 22 euro (in due ovviamente).

17 ottobre 2013
Da Siteia al sito archeologico di Itanos ci sono 24 km. Sui cartelli e sul navigatore non è indicato come Itanos, ma come Ermoupoli. Comunque basta seguire le indicazioni per Vai. A un certo punto le indicazioni per Vai si biforcano. Prendiamo a sinistra per la strada più vicina alla costa. E’ un po’ curvosa ma panoramica e passa dal famoso monastero di Moni Toplou (che è proprietario di buona parte della zona, spiaggia del Vai inclusa).

Il sito archeologico di Itanos si trova in una posizione abbastanza suggestiva, anche se le rovine non sono molto interessanti (non c’è un ingresso a pagamento). Ci sono invece tre spiagge. La prima, che si vede dal parcheggio è bruttina, con la sabbia marrone; la seconda si raggiunge dal sentiero che costeggia la fortezza ed è carina, con sabbia più chiara e qualche palma per ripararsi dal sole; la migliore e più lunga delle tre si raggiunge salendo la collina sulla sinistra del parcheggio (guardando il mare) ed è tranquilla con un mare calmo dal colore turchese. C’è anche una vicina caletta più appartata.


Mangiamo a un km dalle rovine sulla strada che porta al Moni Toplou al Metohi Vai, un ristorante all’interno di un antico edificio in pietra in un bel cortile. Il cibo è ottimo; la bistecca di maiale gigante per due, servita con tzatziki, patate e pita costa 15 euro.
Ritorniamo verso Itanos e prendiamo la deviazione verso Vai, che si trova a soli 800 m. da Itanos. Il parcheggio è a pagamento: 2,50 euro, ma in alta stagione il prezzo lievita. Il tempo è brutto e non ci fermiamo con l’idea di tornare il giorno successivo visto che cercheremo una stanza nelle vicinanze. Dopo pochi chilometri passiamo Paleokastro perdendoci la deviazione per Kato Zakros, che è nascosta nei pressi della chiesa sulla sinistra della strada che prosegue per Siteia. Ci sono parecchi cartelli di affitto di appartamenti. Noi cerchiamo un hotel con piscina dove passare il resto del pomeriggio riparati dal fortissimo vento che qui soffia molto spesso. Ce ne sono due, Hiona hotel, dove stanno facendo dei lavori di manutenzione e il Marine Village che si trova su una stradina che parte dalla strada che conduce alla spiagge di Hiona e Kouremos. L’hotel non è male, ma è caro, 58 euro la doppia con colazione, che viene servita all’aperto nonostante la temperatura autunnale.
Facciamo un giro alle due spiagge. Hiona è una spiaggia non organizzata di sabbia e sassi in bella posizione. Kouremos è più sabbiosa, lunga 1,5 km, con qualche ombrellone, un bar e un ristorante. La location è suggestiva ma non c’è nessuno perché il vento imperversa (anche se ci dicono non è stagione di vento…) ed è infatti famosa per il windsurf.

Per la cena si può optare per una delle numerose fish tavernas della vicina località di Angathias.

18 e 19 ottobre 2013
Da Paleokastro partiamo accompagnati dal solito forte vento. Inoltre il cielo è nuvoloso e fa freddo. Anche per oggi saltiamo la visita alla spiaggia di Vai e ci dirigiamo verso sud-est, la vera meta della vacanza.
Arriviamo a Zakros in mezz’ora (27 Km). Da qui  una strada diparte verso il paesino di Kato Zakros, che si trova a circa 2 km, in una baia riparata in posizione suggestiva. Ci sono più turisti del previsto, soprattutto francesi. La spiaggia è di sassi e sabbia scura con qualche ombrellone su cui si affacciano invitanti taverne. Il sito archeologico minoico di Zakros ci sembra un insieme di muretti a secco. Si paga e quindi decidiamo di saltare la visita.
Torniamo a Zakros, deviando ad un certo punto a destra per la strada vecchia, che ci illudiamo passi vicino alla Dead’s gorge, meta di numerosi camminatori. E’ invece una semplice stradina di campagna. Dopo l’inutile visita alle springs giriamo a destra alla fine del paese per Xerokambos. La strada di 8 km è scorrevole e le nuvole si aprono al nostro arrivo. Ci piace già.
Ci fermiamo per la notte alla Lithos Guest House, casa in pietra con appartamenti su due piani con tanto di camino, cucina completamente attrezzata, televisioni, lettore dvd e balconi con vista mare. E’ nuovo, pulito, raffinato ed arredato con estrema cura dei dettagli. Ci sono caffè e zucchero gratis e nel frigorifero il necessario per cucinare una colazione all’inglese, birra e vino a pagamento. L’immancabile raki è un omaggio della casa. Siamo ancora più soddisfatti della nostra scelta quando scopriamo che il costo per la prima notte è di 50 euro e per la successiva 45.
Nel paese ci sono cinque taverne, di cui due sul mare vicino alla spiaggia “principale”, l’unica attrezzata, e altre sulla via principale.
Proviamo la Dolphin Taverna, sul mare ed è senza infamia e senza lode; la moussaka è molto tradizionale e l’insalata greca un po’ scarsa.
Anche la taverna Akrogiali è vicina al mare, un po’ più cara della precedente e con la medesima qualità.
A cena optiamo per la Creta Sun taverna, molto frequentata dalla gente del posto, dove la proprietaria/cuoca ci invita in cucina a scegliere i piatti direttamente dal forno. Si mangia bene, basta non ordinare niente di fritto. Il retsina è buono ed il prezzo è basso. Alla fine, come da tradizione dell’ospitalià greca ci vengono offerti dei dolcini con l’immancabile raki.
Le spiagge si trovano tutte nell’arco di tre chilometri.
Provenendo da Zakros è possibile raggiungere una prima spiaggia molto isolata e dall’ambientazione assai suggestiva. La sabbia è soffice e la sua colorazione grigiastra ben si armonizza al giallo e al rosso delle rocce e della bassa vegetazione retrostante. Il percorso è piuttosto agevole: si lascia la strada principale prima dell’abitato, precisamente in prossimità di una curva dove sono collocati i primi cartelli degli studios, si imbocca una stradina sterrata, ma ben tenuta, che attraversa alcuni campi coltivati ad ulivo, alla fine della quale c’è una spiaggia di ciottoli nei pressi della quale si può lasciare l’auto.

Potremmo fermarci qui se la mancanza di curiosità limitasse l’orizzonte ottico, che invece si apre sotto forma di sentiero sulla sinistra guardando il mare passando tra basse dune e in una decina di minuti si approda all’insenatura sabbiosa decisamente adatta allo svacco rilassante. In ogni direzione lo sguardo è rapito dal fascino desolato e illuminante: il mare sconfinato e aperto, la sabbia ondeggiante che s’accumula e che non vuole rinunciare alla vita per cui regala radici, le rocce multiformi della costa e dell’entroterra lavorate dal vento e talvolta dalla necessità dell’uomo che ne ricavò riparo.

Riprendendo la strada per il paese di Xerokambos un cartello indica una spiaggia e conduce direttamente alla lunga distesa sabbiosa che fa da barriera al lago salato e prosegue oltre.


Godiamo dell’intera solitaria distesa sabbiosa su cui è facile trovare alcuni angolini riparati dal vento che altrimenti a lungo andare diventerebbe fastidioso. Dalla caletta la strada costiera raggiunge rapidamente le taverne affacciate sul mare nei pressi delle quali si trova la vera e propria spiaggia del paese attrezzata con qualche sdraio e ombrellone per poi risalire e ricongiungersi alla strada principale.
Oltre il paese lungo la strada principale verso sud un cartello indica altre spiagge. La prima è una bella e lunga baia sabbiosa che guarda alcuni isolotti rocciosi.


Poi quando subentra lo sterrato ogni cosa è più selvaggia e le insenature sono più piccole e rocciose 

L’ultima spiaggia raggiungibile in auto ha un attracco per piccole imbarcazioni.

Il panorama retrostante è molto ruvido a al tempo stesso intrigante e si presta bene alla scoperta di anfratti inesplorati con la scarsa fatica di una breve camminata a contatto con la natura incontaminata.
La spiaggia più bella che rappresenta una sorpresa si trova proprio di spalle alla principale del paese. Per raggiungerla si parte dal lungomare nei presi della taverna dolphin e si risale verso il paese. A metà della strada di risalita si svolta su una sterrata che inizialmente sembra portare in mezzo agli ulivi e a casa del loro proprietario, ma proseguendo per poco si arriva a questa piccola baia che ha tutte le caratteristiche delle migliori, con la possibilità di fare naturali maschere di argilla.

Pubblicare le virtù di tesori seminascosti genera sentimenti contrastanti perché si vorrebbe che rimanessero tali, ma nel contempo è forte la voglia di condividere per fare apprezzare anche ad altri la bellezza che ancora si può trovare in luoghi un po’ sfruttati.
A Xerokambosi si può trovare un’atmosfera pacifica fatta di canto d’uccelli e di insetti, di odori anticamente nuovi difficilmente immaginabile a pochi chilometri da sbarchi massivi di turisteria dall’Europa tutta. Una corona di dura roccia posata sulle morbide gentilezze concesse agli uomini in cui l’ulivo ripaga prima di scendere a godere del rumore che è l’altro regalo parlante, quello del mare.

20 ottobre 2013
Da Xerokambos imbocchiamo la strada che porta a sud. E’ tortuosa e selvaggia e sale parecchio. Arriviamo nell’abitato di Goudonas a 34 km da Ierapetra. La spiaggia del paese non è niente di particolare ed il vento è fortissimo. Più adatte per una sosta sono le calette tranquille e riparate che si scorgono lungo la strada fuori dall’abitato. Dopo un km, nella zona di Kato Nero, ci sono altre 3 cale tranquille e facilmente raggiungibili dalla strada. Vediamo alcuni camminatori imboccare la Gorge of the deads, segnalata sulla strada.
La spiaggia migliore che incontriamo lungo questo tratto di costa è certamente Ammoudi, a 29 km da Iarapetra.


Per raggiungerla parcheggiamo vicino alla strada non lontano dal cartello che indica la taverna dragon’s cave e da qui scendiamo lungo un sentierino sconnesso, per qualche minuto. La baia è ben riparata dal vento, la sabbia è marrone ma il mare limpidissimo.
Dopo 5 km entriamo nel paese di Makry Gialos, il più turistico della zona, con tanto di negozi che vendono gonfiabili e giochi per la spiaggia. Non vediamo hotel, ma numerose stanze e appartamenti in affitto. Il lungomare si affaccia sulla spiaggia principale, una lunga striscia di sabbia scura e ciottoli vicino alla quale troviamo il ristorante Petra. Il cibo è ottimo e biologico ed i prezzi sono stracciati come al solito. Dopo una decina di km scorgiamo la spiaggia attrezzata di Alhia presso il paesino omonimo e dopo altri 5 km ci fermiamo in una delle cale di Ferma. Sono ben segnalate sulla strada principale e si raggiungono attraverso sentieri e scalini costruiti all’uopo.

E’ una zona frequentata dai nudisti perché queste spiagge sono riparate e non organizzate. Nella zona ci sono stanze in affitto e qualche hotel nel paese di Koutsounari.
Commettiamo l’errore di continuare verso Iarapetra e cercare qui una stanza per la notte. La cittadina è abbastanza brutta, con un lungomare con alcuni bar e taverne, negozi di souvenir e un bel forte veneziano.
Gli hotel sono pochi. Pare che il turismo sia legato quasi esclusivamente alle imbarcazioni che da qui partono per l’isola di Crissi e ogni esercizio commerciale vende i biglietti per il traghetto. Non ci pensiamo nemmeno perché il mare è molto mosso ed il vento freschino.
Dormiamo all’hotel Astron, il più costoso della storia greca, con impostazione da catena internazionale di livello medio-alto. Il costo di 65 euro è decisamente troppo alto per la qualità della stanza, anche se la colazione a base di tipici prodotti  cretesi è ottima.
21 ottobre 2013
La giornata è dedicata al ritorno verso Chania, che dista da Ierapetra 240 km di strada scorrevole, e dove in serata ci attende il volo per Bergamo.

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