SABATO 12 SETTEMBRE 2026
“Né più mai toccherò le sacre sponde” ed invece eccoci qui ancora una volta ad
Orio al Serio a prendere il volo Ryanair (circa 170 euro a testa) delle 13.05
per Zante o Zacinto. Partiamo in orario perfetto e in un paio d'ore sbarchiamo
sull'isola; uscendo dal terminal andiamo a destra ed incontriamo quasi subito
l'ufficio di Auto Traffic Rentals, da cui abbiamo prenotato una Nissan Micra fino
al 22 settembre al costo di 280 euro compresa un'assicurazione che riduce la
franchigia a 150 euro. Non siamo abituati ad un traffico simile sulle isole
greche, ma nonostante la stagione sia sul declinare
un po’ ce l'aspettavamo. Dopo aver fatto una leggera spesa di prima necessità alla
Lidl, che incontriamo per strada, ci spostiamo ad Amoudi dove abbiamo una
stanza riservata da Pelagos Studios (42 euro a notte). Giusto il tempo di dare
un'occhiata alla minuscola spiaggia di Psarou (oggi martoriata da vento e onde) e ci
viene un certo appetito, abbondantemente saziato al ristorante Psarou, la cui
terrazza vi si affaccia.
DOMENICA 13 SETTEMBRE 2026
Alikes dovrebbe essere una località poco turistica, ma per i nostri parametri
lo è fin troppo: forse non ci sono le discoteche, ma le attività commerciali
spuntano come funghi e la spiaggia è interamente occupata da lettini e
ombrelloni… Una domanda sorge spontanea: se tutti i car rental che ci sono
sull'isola affittassero il loro intero parco auto/moto/quad si potrebbe creare
un unico immobile serpentone sulle strade già poco scorrevoli? Ci spostiamo alla spiaggia di Laperda dove riusciamo a parcheggiare nell'unico posto a ciglio strada ma,
forse a causa del cielo leggermente nuvoloso e del mare increspato, non abbiamo
una vibrazione positiva, anzi, ci si stringe il cuoricino a prugna secca,
quindi liberiamo il posteggio e sgommiamo.
Il tentativo successivo sortisce un effetto migliore, infatti la minuscola Kremidi, composta da sassi bianchi, è molto riparata, quindi non v’è alcun moto ondoso e si possono godere le incantevoli trasparenze. Il problema è che le dimensioni sono talmente ridotte da renderla invivibile all'arrivo dell'ottava persona, soprattutto se dotata della simpatia traboccante di Vittorio Feltri…
Ci spostiamo nella zona di Agios Nikolaos dove ci sono il porticciolo e due spiaggette a ridosso di un piccolo insediamento costituito principalmente da taverne, dove invece di sentire il profumo del mare e delle pietanze si viene colpiti da una deprimente puzza di smog (benzina delle auto dalla strada e nafta delle imbarcazioni in un continuo viavai). Fuggiamo nella speranza di recarci in un luogo dal più spiccato approccio naturalistico: dovrebbe essere interessante la spiaggia del relitto dall'alto… quando arriviamo vicino al parcheggio e vediamo il numero di mezzi a bordo strada lasciati lì più o meno alla cazzo di cane capiamo subito che l'esperienza non sarà indimenticabile, per non parlare dell'approssimarsi al promontorio dal quale si dovrebbe avere la vista panoramica, che è scaglionata con coda interminabile… se si pensa che ormai è così anche sull'Himalaya… non è più un mondo per noi: l’overtourism ha rotto veramente i coglioni!!! Peccato perché ci sono dei colori incredibili. Torniamo dalle nostre parti e a piedi cerchiamo una spiaggetta vicino ad Amoudi dove trascorrere il tardo pomeriggio, ma non troviamo nulla che si avvicini minimamente alla definizione di spiaggia: ahi ahi… cominciamo a valutare l'idea bizzarra di prendere un traghetto per trasferirci sulla terraferma: sarebbe come prendere un aereo per la Sardegna e poi decidere di andarsene in nave a Civitavecchia… che pena!
LUNEDÌ 14 SETTEMBRE 2026
Ci spostiamo nella zona di Argassi che ci fa una certa impressione per l'orripilante offerta turistica: sembra che quest'anno ci sia ancora più gente in settembre, probabilmente perchè fa ancora un caldo esagerato. La prima spiaggia a cui ci approcciamo è Dafne ed è già presa d'assalto; fortunatamente si piazzano quasi tutti sui lettini dei tre stabilimenti balneari, perciò la parte libera, teoricamente naturista, ci offre un po' di tranquillità, almeno per qualche ora. La sabbia è di un marroncino deprimente, ma l'acqua è limpida e super calda, perciò le nuotate sono piacevoli. Riusciamo a evitare di pagare il parcheggio mettendo l'auto in quello più in alto, attualmente in disuso (forse).

Non sappiamo se a causa dell'orario di arrivo (le 15.00) o se invece è sempre
così, ma Gerakas è strapiena, anche perché se ne può utilizzare solamente una
striscia sottile fronte mare, la sezione in profondità, alle spalle, è
recintata e riservata alle tartarughe che qui vengono a deporre le uova. C'è un
discreto vento ed il mare è agitato; potremmo anche scheggiare subito, ma
abbiamo la sensazione di finire peggio, quindi ci fermiamo. Qui c'è un vasto
parcheggio gratuito: chissà come mai non hanno deciso di tirare su soldi a
palate facendo pagare anche questo?!?
MARTEDÌ 15 SETTEMBRE 2026
È una giornata di pioggia quindi ne approfittiamo per camminare un po' visitando Zacinto, in particolare il centro città e la zona del porto per poi allungare il passo sul lungomare fino alla punta di Krioneri. Mangiamo da Kantouni che ha un ottimo rapporto qualità/prezzo, infatti la gente si mette in coda sotto il portico per accaparrarsi un tavolo. Nel pomeriggio calpestiamo la sabbia bagnata dalla spiaggia di Kalamaki fino quasi a Laganas, località da cui fuggire immediatamente se non siete giovani discotecari impasticcati…
MERCOLEDÌ 16 SETTEMBRE 2026
Proviamo a scendere a Kaminia che dovrebbe essere ribattezzata clamidia, come luogo da evitare, infatti ce ne andiamo subito in cerca di qualcosa di meglio che, effettivamente, troviamo ad Agios Nikolaos: non è da strapparsi i capelli per la struggente bellezza, ma ci ricaviamo un angolino di tranquillità in una piccola insenatura riparata dalle rocce e se ci fosse il cielo limpido ed il mare piatto probabilmente rimarremmo più affascinati, ma tant'è… pomeriggio e chiusura di giornata a Kalamaki che, con la sabbia asciutta ed il mare immobile, non è un luogo idilliaco, ma non è neanche male.
GIOVEDÌ 17 SETTEMBRE 2026
Riusciamo ad arrivare a Gerakas relativamente presto al mattino, quindi la troviamo scarsamente frequentata. Ci appostiamo in quello che riteniamo essere l'angolo migliore, cioè al vertice sud, sotto la parete argillosa a strapiombo, infatti anche quando si riempie di gente fin qui arrivano solamente camminatori sporadici e persone che, come noi, vogliono stare lontani dalla pazza folla. Oggi c'è un sole glorioso a risplendere sull'isola e a far riverberare i colori dell'acqua tiepidamente placida. Per qualche ora godiamo quindi di un'atmosfera mediterranea consona alle nostre aspettative, anche se, oggettivamente, non siamo propensi a scapicollarsi in lodi sperticate riguardo questa spiaggia, come invece hanno fatto in molti, convincendoci in parte ad acquistare un biglietto aereo per Zakinthos.
Salutiamo Rose, la simpatica e gentile host del Ilaeira, dove abbiamo soggiornato per tre notti (totale 150 euro in contanti) e facciamo ritorno nella più tranquilla zona di Amoudi e precisamente a Kipseli, dove abbiamo trovato uno studio a 45 euro a notte presso l'Artemis che è dotato di una bella piscina nel cortile circondato dagli ulivi. Ceniamo al consigliatissimo e pretenzioso Kima, ma ci portiamo via qualche perplessità.
VENERDÌ 18 SETTEMBRE 2026
Dopo aver fatto un timido approccio con Pelagaki, le cui ridotte dimensioni sono incompatibili con il numero di persone che vi scendono e dove comunque è d'obbligo un bagno rinfrescante nelle acque smeraldine attraversate da correnti fredde, ci spostiamo all’attigua Xigias che è stata quasi interamente ricoperta da ombrelloni e lettini; riusciamo a ritagliarci un posticino al vertice sinistro guardando il mare, proprio vicino allo spoglio, a quanto pare, più fotogenico di Zante (gente che ha comprato l'ultimo modello di iPhone per congestionarne la memoria di foto, tutte praticamente uguali…) nuotando oltre il quale si ha accesso ad un tratto di costa di roccia bianca, tempestata da grotte facilmente esplorabili. Anche qui l'acqua è limpida e odorosa di zolfo, tanto che un lungo bagno sembra dare la sensazione di fare qualcosa per la propria salute fisica oltre che mentale.
SABATO 19 SETTEMBRE 2026
Dedichiamo la mattinata alla zona di Plakaki, dove c’è un tranquillo point of view che offre scorci sulla costa spiovente. Ne approfittiamo per fare un po’ di esercizio fisico, scavallando il barranco verso i due faraglioni e poi scendendo un sentiero che parte dal parcheggio in basso e ben presto si trasforma in scalinata ripida e impervia; fortunatamente è stato messo un utilissimo corrimano di ferro, altrimenti sarebbe davvero impegnativo qualsiasi movimento.
Da qui ci trasferiamo all'altro punto panoramico della zona, nettamente più famoso e di conseguenza frequentato, quello di Keri che ha più o meno la stessa affluenza del Navagio, ma che almeno ha un maggior numero di affacci scenografici, per cui non è necessario mettersi in coda per guardare qualche secondo il pittoresco versante costiero, scattare una foto o due, e cedere il posto al babbeo successivo…
Ormai c’è gente ovunque: quando metteranno il numero chiuso anche alla visita di Piacenza e Imperia potremo salutare definitivamente la dignità umana e rassegnarci ad una rapida deriva autodistruttiva del pianeta terra. Grazie a Rose di Argasi, a cui avevamo chiesto un suggerimento riguardante la ristorazione, ed in particolare un posto dove andavano a mangiare i residenti, ci ritroviamo a pranzo da To Steki Tis Gefsis con un fantastico kountosouvli appena spiedato ed una frizzante atmosfera casareccia. Nel pomeriggio ci rilassiamo sulla spiaggia di Alikanas che sarebbe anche un luogo piacevole se non fosse per l’andirivieni di barche a motore e scooter acquatici, che non si capisce mai dove debbano andare così di fretta.
DOMENICA 20 SETTEMBRE 2026
La spiaggia di Klimati è molto stretta, chiusa ai lati da rocce frastagliate. È composta da sassi chiari quindi il colore del mare nella caletta va dall’azzurro pastello al turchese e allo smeraldo prima di inabissarsi in un blu intenso.
Appena dopo il promontorio di
sinistra si trova una spiaggetta identica, se non addirittura più grande,
totalmente occupata dai lettini di una struttura privata piuttosto piccola, ma
assai invadente, come lo sono le barche che si ormeggiano qui davanti e che
riversano nell’aire le patetiche pompanti musichette da tormentone estivo o da
discoteca acidara e il vociare sguaiato dei naviganti, e nell’acqua l’oleosa
dispersione della nafta… che poi uno pensa: con la barca potresti raggiungere
tutti gli anfratti costieri inaccessibili via terra, ma perché devi venire a
cagare il cazzo proprio nelle poche anse dove si può andare a piedi?!?
Nel tardo pomeriggio andiamo a vedere la Xigia libera, quella col parcheggio a
pagamento tutto il giorno. Chiaramente è tutta in ombra, ma almeno è sgombra da
eccesso di umanità e ci domandiamo come facciano ad incastrarsi quando c’è il
parcheggio pieno zeppo… mah, misteri del tetris.
LUNEDÌ 21 SETTEMBRE 2026
Per l’ultima notte a Zacinto scegliamo il Rose Club di Laganas (42 euro) che dispone di una piscina e si trova in posizione leggermente defilata rispetto alla baraonda del paese, perciò trascorriamo l’intera giornata sulla spiaggia di Gerakas che oggi è relativamente poco affollata e si sta abbastanza tranquilli, sia fuori sia dentro l’acqua.
MARTEDÌ 22 SETTEMBRE 2026
Dopo aver lasciato la bella stanza del Rose Club facciamo una lunga passeggiata
sulla spiaggia di Laganas che a quest’ora del mattino (presto) e forse per il
cielo nuvoloso sembra quasi un luogo rasserenante.
Facciamo un salto ad Agios Skopis con la sua passerella di legno che unisce la
terra ferma ad un isolotto. Per concludere il soggiorno a Zante scegliamo il
lungomare del capoluogo ed un ottimo pranzo dal “solito” Kantinou.












