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giovedì 4 gennaio 2024

Andalusia in inverno

VENERDÌ 22 DICEMBRE 2023
Il volo easy jet per Malaga parte da Malpensa T2 alle sette del mattino quindi decidiamo di dormire al Moxy (5 minuti a piedi dalle partenze) per evitare viaggi notturni in direzione aeroporto.

SABATO 23 DICEMBRE 2023
In Andalusia ogni occasione è buona per fare festa, figuriamoci il periodo natalizio. Ritiriamo l’auto che abbiamo prenotato per otto giorni inclusa assicurazione completa (171.44 euro) da Cargest e ci fiondiamo subito in strada verso Setenil de las Bodegas. Il paese è abbastanza bello, ma la sua particolarità riguarda la posizione e le case (soprattutto taverne e ristoranti) ricavate nella roccia. La visita è piuttosto veloce, anche perché i locali sono ancora chiusi e non c’è alcuna possibilità di fermarsi a pranzo così presto (12.30), nonostante ci sia gente che si è svegliata alle 4.30.
Ci spostiamo così a Ronda (sempre in fermento). Con una botta di culo spaventosa troviamo parcheggio a circa un chilometro dal centro (tra carretera Andalusia e carretera Espinel) e, come prima cosa, andiamo a mangiare un po’ di tapas originali, economiche e buonissime da El Lechuguita, una vera istituzione, dove la coda di avventori in attesa è una costante. Rinvigoriti andiamo a depositare i bagagli (si fa per dire) al hotel Colon (61 euro la doppia con colazione), un albergo vecchio stile, ma rimodernato, in ottima posizione (con possibilità di parcheggio) e ripartiamo immediatamente per la visita della cittadina che svela un fascino coinvolgente: innanzitutto l’abitato si sviluppa scavallando El Tajo con il ponte nuovo alto circa 100 metri sulla gola, con una rupe a strapiombo che funge da fortificazione naturale. Il nostro giro principia nei giardini adiacenti alla Plaza de Toros, che si affacciano, come un terrazzo, sulle verticalità del dislivello, con paesaggi circostanti assai suggestivi. Passato il ponte nuovo ci si ritrova nella città vecchia ed è meraviglioso lasciarsi guidare dall’istinto nelle stradine intricate, alzando lo sguardo sui palazzi eleganti e la cattedrale dalla splendida torre. Da qui in poi è tutto un saliscendi di vicoli e scalinate lungo le mura (questa volta artificiali) su cui è possibile salire per godere ancor di più dell’incantevole connubio tra ambientazione e opera umana. Nonostante l’abbondante afflusso turistico e la propensione della gente del posto a godersi i propri spazi all’aperto, in particolar modo nella via principale del Mercadillo e nelle piazze vivacissime della città “moderna”, si riescono sempre a trovare angoli di pacificata serenità e ci si inebria a pieno dell’armonioso abbraccio di Ronda, una località unica! Ci sono molti locali interessanti per tapear, ma chiudono quasi tutti tra le 16.30 e le 20.30. Ceniamo quindi in uno dei pochissimi locali aperti prima delle 20.30, Toro Tapas, ovviamente assaggiando la proverbiale coda di toro (e le guancine al vino rosso), non male ma non memorabile.

 

 



DOMENICA 24 DICEMBRE 2023
Dopo una sostanziosa colazione tipicamente andalusa (tostada con pomodoro e patè vari e per gli schizinosi burro e marmellata) servita al bar del hotel Colon, partiamo alla volta di Siviglia. La strada che congiunge Ronda e Siviglia si srotola in paesaggi sempre nuovi e sorprendenti: si passa dalle valli profonde con creste rocciose, a colline placide di svariati colori, forme e altezze, dalle spianate verdeggianti alle boschive montane; insomma, in due ore di tragitto sembra di attraversare un territorio che mixa un poco di Sudafrica con l’entroterra della Sardegna, l’Umbria più incontaminata con le crete senesi, un po’ di Sicilia con un tocco di Marocco; verrebbe proprio voglia di mettere il pilota automatico e godersi lo spettacolo della natura. L’arrivo a Siviglia non è così traumatico come ricordassimo o come pensavamo, anche se le feste natalizie, comprensibilmente, avrebbero potuto farci immaginare (o quantomeno sperare) un’agilità di movimento maggiore, rispetto alle normali giornate lavorative. Riusciamo addirittura a trovare un parcheggio libero in calle Torneo (per i meno fortunati sono comodi i parcheggi APK2 che si trovano in diverse zone della città) non distante dall’albergo Eurostars Regina dove abbiamo prenotato una bella stanza (direttamente dal sito dell'hotel) per due notti a 115 euro, compresa la colazione.
La posizione è molto comoda a circa 25 minuti a piedi dalla cattedrale e a 600 metri da Alameda de Hercules con numerosi ristoranti dove cenare e dove
gustiamo le tapas dell’ottimo Mahareta. Ci lanciamo alla scoperta della città che abbiamo conosciuto superficialmente nella nostra precedente visita. “È la vostra prima volta a Siviglia?” “No, è la seconda, ma non ci ricordiamo quasi più nulla: è passato talmente tanto tempo… Siamo stati qui quando c’era ancora la dominazione araba… A scuola, tra le materie, non c’era ancora storia… Molti monumenti non erano ancora stati costruiti… vabbè”.
In passato avevamo apprezzato molto la zona adiacente alla splendida e mastodontica cattedrale e visitato in maniera approfondita l’Alcazar (o Reales Alcazares), oggi guizziamo subito in Calle de Sierpes, in cui basta alzare lo sguardo per apprezzare la pregevole fattura dei palazzi, ma la meta della nostra gita (che sogniamo da tempo) non ci consente esitazioni, perciò anche quando ci troviamo di fronte allo splendore della cattedrale, tiriamo dritto con passo fugace e quasi snob, un lieve rallentamento al Palacio de Santelmo, per poi inoltrarci nel meraviglioso Parco di Maria Luisa, un armonioso ed armonico incrocio tra giardino di variegato stile ed orto botanico, fino alla sensazionale ed unica Piazza di Spagna, dove le architetture giocano con le decorazioni in marmo ed azulejos, con porticati e torri che sfavillano un semicerchio di poesia, con ponti a scavalcare corsi d’acqua immaginifici ma reali e la descrizione visiva di tutte le province del Paese, che ci si passa un intero pomeriggio tra intensa osservazione e rilassata esposizione ai raggi solari di un dicembre che regala tepore e benessere. Dopo aver consumato le lenti e sviscerato qualsiasi possibilità fotografica, che neanche Oliviero Toscani, ci spostiamo nella meno nota (e meno clamorosa) Plaza de America che comunque incanta per la bellezza dei giardini e l’eleganza dei padiglioni che oggi sono dedicati al museo delle arti e dei costumi popolari ed al museo archeologico. Sulla via del ritorno verso “casa”, che per un bel tratto scegliamo di far coincidere con l’argine del fiume Guadalquivir, incontriamo la fotogenica Torre del Oro e camminando fino al ponte Isabella seconda possiamo ammirare, sulla sponda opposta, il quartiere di Triana che specchia i suoi primi colorati edifici nelle bionde acque del Rio.

 

 









 

LUNEDÌ 25 DICEMBRE 2023
Un’altra bellissima giornata alla scoperta dell’intrigante Sevilla, con una prima tappa a Plaza de la Encarnacion dove, ne 2011, è stata inaugurata la particolarissima installazione stabile che prende il nome di Metropol Parasol. Poi la cattedrale, aperta per la messa e quindi in parte visitabile, a seguire un patio nascosto denominato El Tondo (molto originale). I giardini pubblici dietro l’Alcazar si prestano benissimo ad una sosta rigenerante, per poi rimettersi in cammino nei vicoli del quartiere di Santa Cruz (veramente affascinante) e risbucare sui viali ariosi. Un giro completo della ex fabbrica del tabacco, ora sede dell’Università di Siviglia, che corrisponde ad una mezza maratona, essendo il secondo edificio più grande di tutta la Spagna, e ci si ritrova ancora dalle parti di Plaza d’España, per cui sembra quasi una bestemmia non fare un’altra passeggiata, analizzando accuratamente i pannelli delle province da Albacete a Zaragoza… Uscendo dal parco attraversiamo il fiume e percorriamo la riva opposta nel bel quartiere di Triana, dove si trova il duecentesco mercato del Castillo. Dal ponte Isabel II rientriamo “dalle nostre parti”; sì, è un po’ così, perché questa città così grande eppur così ospitale, con tutte le sue evidenze prodigiose, ma anche con i suoi angolini discreti e pacificanti, con tutti i suoi parchi ben tenuti ed ossigenanti e le sue aree vivibili all’aperto, i ristoranti raffinati, i tapas bar, le bancarelle ed il cibo da strada, ha la non comune capacità di farti sentire subito a casa. Considerarla per una toccata e fuga ad Alcazar e cattedrale era stato un errore madornale.





MARTEDÌ 26 DICEMBRE 2023
La strada di percorrenza tra Siviglia e Cordoba non è particolarmente interessante, quindi non ci si deconcentra dalla guida per dedicarsi al paesaggio attorno. In breve raggiungiamo Ecija dove parcheggiamo agevolmente a pochi passi dal centro storico. Ci rechiamo all’ufficio del turismo, situato in un bellissimo palazzo e ci facciamo dare una mappa dell’abitato, anche se, in realtà, non è necessario perché si gira liberamente senza mai perdere il contatto con il fulcro, rappresentato (manco a dirlo) dalla Plaza d’España. Da vedere ci sono alcune chiese, qualche piazzetta ed il palazzo del Peñaflor, ma tutto sommato non è che questa cittadina ci rimarrà scolpita nella memoria e proprio per questo motivo scriviamo queste righe.
Arriviamo a Cordoba nel primo pomeriggio, parcheggiamo liberamente in prossimità dell’albergo 4 stelle Exe Ciudad de Cordoba, dove abbiamo prenotato, tramite il sito dell'hotel, una stanza con colazione per 63 euro. Essendo situato in posizione un po' periferica, a meno di due chilometri dal ponte romano, si trova agevolmente parcheggio e non si rischia di imbottigliarsi nelle stradine del centro storico. Ci mettiamo le gambe in spalla e via. Arrivati al ponte di San Rafael attraversiamo il fiume per trovarci dalla parte giusta, dove si trova l’Alcazar che è molto bello, ma anche molto ambito e, non avendo voglia di passare un’ora in coda per fare il biglietto ed entrare, decidiamo di continuare nella visita della città: ci colpisce molto, naturalmente, la Mezquita, con il suo sovrapporsi di stili architettonici e culture, il ponte romano e la Torre de la Calahorra e l’intero quartiere ebraico, con il suo dedalo di viuzze, forse un po’ troppo affollate dai turisti. Seguiamo poi un itinerario che ci permette di vedere alcune attrazioni tra cui il museo archeologico, la piazza del las Tendillas, il Cristo de los Faroles, la piazza dei Cappuccini e quella della Corredera, ed il museo di belle arti in piazza Potro, ma ad essere sinceri la parte più sorprendente della città, a cui deve la sua fama, è proprio quella intorno alla Mezquita. Nel quartiere in cui è situato il nostro albergo non c’è un vasto panorama gastronomico per cui ci rivolgiamo al hotel Oasis, dall'altra parte della strada, in cui si trova un ristorante molto gettonato per cerimonie e ricevimenti, ma che sembra anche assai apprezzato nelle situazioni più convenzionali; in effetti ci troviamo benone con un menù del giorno a 15 euro bevande incluse, a base di pesce (zuppa de mariscos e merluzzo al cava/bacalao con verdure) più dolce. Ottimo rapporto qualità prezzo.



MERCOLEDÌ 27 DICEMBRE 2023
Uscire da Cordoba non comporta alcuna difficoltà quindi in pochissimo tempo imbocchiamo la strada che ci condurrà alla meta di oggi: Baeza. Ma prima di giungervi facciamo una sosta nel bellissimo paesino di Baños del la Encina che ha mantenuto integro il casco antiguo e ben conservato anche il castello che si visita pagando un biglietto di 3 euro a persona. 


Pranziamo nella taverna proprio sotto alla fortezza, ma non possiamo tessere elogi particolari… meglio sarebbe stato tenersi l’appetito per una ventina di chilometri ed approfittare dei mille mila ristoranti e/o tapas bar di Ubeda che, come Baños del la Encina, si trova in splendida posizione, infatti anche dai suoi mirador si possono godere vasti e fiabeschi paesaggi. Il nucleo di Ubeda si adagia in altura difeso dalle antiche mura ed è molto gradevole lasciarsi guidare dal proprio senso dell’orientamento, tra le belle vie, alzare lo sguardo verso palazzi e torri campanarie e farsi incantare da piazzette nascoste e dalle altre più ariose e pretenziose, per poi scoprire il fascino delle architetture religiose (soprattutto gotiche). Come highlights da segnalare sicuramente la piazza Vazquez de Molina con l’omonimo elegantissimo palazzo, la chiesa di Santa Maria de los Reales Alcazares e la stupenda Capilla del Salvador. Bella anche la piazza primo maggio ed il rinascimentale palazzo dove oggi ha sede il municipio, e la torre dell’orologio. 


Il centro storico di Baeza è più piccolo di quello di Ubeda (ha circa la metà degli abitanti) e, forse proprio per questo motivo, risulta essere ancor più omogeneo ed armonico. È una vera goduria passeggiare nei vicoli ed osservare come la pietra la faccia da padrona sui muri degli edifici e, laddove siano stati applicati gli intonaci, il lavoro è stato fatto a regola d’arte amalgamando perfettamente lo stile dell’insieme; molto importante è la manutenzione affinché il risultato sia sempre ordinato ed equilibrato. 




Avendo prenotato con booking una stanza nel centralissimo THR Ciudad de Baeza (altro 4 stelle a prezzo stracciato, 53 euro con la colazione inclusa) non abbiamo alcuna difficoltà ad orientarci immediatamente, imboccando il Paseo de la Constitucion ci ritroviamo subito affascinati dalla piazza dei leoni dove troneggia l’omonima fontana e s’affaccia il bel palazzo dell’Antigua Carniceria; qui si trovano anche la Puerta de Jaen e l’arco di Villalar. Pur avendo solo sedicimila abitanti Baeza è sede di un’antica università, dove insegnò anche il poeta Antonio Machado, che attira un discreto numero di studenti e ciò probabilmente contribuisce all’atmosfera effervescente che vi si respira. Altre chicche sono rappresentate dalla piazza di Santa Croce, dove fa mostra di sé l’originalissimo palazzo de Jabalquinto e la chiesa di Santa Cruz, e dalla piazza di Santa Maria dove campeggia la nobile cattedrale con la Puerta de la Luna.

GIOVEDÌ 28 DICEMBRE 2023
Da Baeza prendiamo la strada per Guadix e ci accorgiamo del fatto che non esista più un metro quadrato di colline libero da ulivi, non per niente la Spagna è diventata la più grande produttrice; proseguendo, però, il paesaggio si fa sempre più articolato ed arido, fino a diventare un vero e proprio deserto, quello, appunto, de Tabernas, dove sono stati girati molti film, tra cui i western di Sergio Leone. Vi sono alcuni parchi tematici con la possibilità di visitare il set originale; noi non siamo particolarmente interessati, perciò preferiamo parcheggiare l’auto vicino ad uno di questi (Oasis mini Hollywood) e prendere un sentiero che attraversa questa suggestiva ambientazione simil canyon omanita. 


La camminata ci risveglia lo stomaco perciò decidiamo di fermarci a Tabernas al ristorante El Apache; il posto non è il massimo ma scopriamo che nella provincia di Almeria la prima tapa che si ordina con il bere viene offerta dalla casa: W Almeria! Un’altra bella lezione da imparare per i nostri gestori di bar erogatori d’apericena della minchia… Per non parlare del
Boracay Garrucha di Mojacar, uno splendido locale sulla spiaggia, dove facciamo cena e merenda a base di tapas eccezionali e vino bianco, rigorosamente verdejo, spendendo nell'ordine la scandalosa ci fra di 6.40 e 13.90 euro. Per la notte scegliamo il H Arena Mojacar, incredibilmente sotto le 3 stelle, ma molto piacevole (45 euro senza colazione).

VENERDÌ 28 DICEMBRE 2023
Entriamo nel parco naturale di Cabo de Gata che si propone subito in maniera piuttosto insolita per un parco naturale: con un polo industriale gigantesco ed orribile ed un paio di palazzoni che non si capisce bene se stiano per essere terminati o abbattuti (speriamo la seconda). Comunque poi la situazione migliora nettamente e ci ritroviamo catapultati in un ambiente davvero preservato, ci sono diversi point of view per ammirare il paesaggio costiero e numerosi sentieri per camminate e biciclettate. Le spiagge sono tante e molto suggestive ed è un vero peccato che la giornata sia un po' grigia. Qualche temerario fa comunque il bagno. Ci fermiamo in un parcheggio, in questa stagione libero, in estate a pagamento, dove lasciamo l’auto e con una bella passeggiata in discesa raggiungiamo la scenografica spiaggia dei morti (Playa de los Muertos) sul cui lato destro si può ammirare il mastodontico guardiano di roccia che tenta di mantenere integra la purezza del luogo; bisogna, però, dire che la maleducazione degli uomini ha avuto la meglio. 


Proseguendo si incontra Agua Amarga con una sfavillante scogliera bianca in cui sono state ricavate alcune grotte. 

Poco oltre facciamo una tappa ristoratrice nel piccolo paese di Isleta del Morro che oltre alla taverna ha una bella spiaggia con diverse possibilità di riposo e di osservazione. 


Ancora più avanti, dopo una deviazione ed un paio di chilometri di sterrato, si trova l’incantevole Playa Monsul con le sue rocce levigate dal vento, la maestosa duna e le camminate dei dintorni, completamente immerse in uno scenario naturale molto rasserenante. 

Tutto il contrario della città di Almeria in cui le poche cose belle sono state inglobate da un marasma di bruttezza estetica che neanche a mettersi d’impegno… “maddai, almeno il centro ha il suo perché!?!” “Sì, il perché son venuto qui che mi domando…” Peccato aver prenotato una stanza al Hotel Nuevo Torreluz (bello e in pieno centro), altrimenti si poteva sgommare velocemente e non farsi più vedere… Anche tentare di accaparrarsi qualcosa da mangiare è un’impresa titanica perché i locali atti alla ristorazione sono tantissimi, ma sono presi d’assalto a qualsiasi ora dalla gente del posto che evidentemente trascorre tutta la giornata ad ingozzarsi.

SABATO 30 DICEMBRE 2023
L’autostrada che va da Almeria a Malaga sarebbe l’equivalente della Genova-Ventimiglia con la piccolissima differenza che qui si vedono paesaggi stupendi all’interno, quasi incontaminato, il fondo stradale è perfetto, il traffico scorrevolissimo (in alcuni tratti sembra quasi che non ci sia nessuno) e non si paga un centesimo, eppure ponti e gallerie sono stati fatti anche qui… Dopo aver visitato Almeria vedere Malaga è come arrivare a Venezia dopo essere stati nella Bosnia post conflitto: pur non essendo la più bella città dell’Andalusia ogni cosa, ogni casa, ogni portone, ogni altro ammennicolo urbanistico ci sembra pulito, ordinato e ben collocato. Parcheggiamo nei pressi del Centre Pompidou al Parking Principal Muelle Uno (a pagamento, circa 2 euro all’ora) perché trovare posti liberi è assolutamente impossibile ed anche a pagamento si fa una certa fatica. Come prima tappa scegliamo la Taberna del Pintxo Larios che offre una vasta gamma di specialità basche fredde e pronte da consumare e cucinate, quindi calde, tutto sotto forma di monoporzioni classificate da tipi diversi di stuzzicadenti, spiedini, bandierine di legno e coppette che ne determinano il conto finale in funzione del numero accumulato e del prezzo differenziato. Sicuramente di ottima qualità ed il ricordo gastronomico migliore di questo viaggio insieme al Boracay.




Il centro città è molto vivace e frequentato, soprattutto la zona intorno alla cattedrale, all’Alcazaba ed al castello, tutti di pregevole fattura ed impatto visivo, ma anche la Alameda Principal, che regala all’osservatore attento qualche bel murale e piacevoli passeggiate, ed il lungomare/porto dove, perdendo per un attimo il senso dello spazio, parrebbe d’essere a Napoli, vicino a Castel dell’Ovo, per numero di persone cui picchiar contro.
Ci spostiamo a Fuengirola (a circa 30 chilometri da Malaga) dove abbiamo prenotato una stanza, per l’ultima notte di questo bel girovagare, all’albergo Reyesol (un discreto 3 stelle un po’ troppo rumoroso, ma con parcheggio gratuito).
In questi dieci giorni abbiamo percorso molta strada, sia in auto sia a piedi, abbiamo potuto riapprezzare cose già viste in passato e scoprirne di nuove, entusiasmanti, anche in luoghi dove eravamo stati ed in altri raggiunti per la prima volta, abbiamo irrorato il cuore di ricordi bellissimi e consolidato l’opinione che anche lontano dalle proprie origini sia molto facile conoscere meglio sé stessi attraverso l’altro, che il mondo dovrebbe essere un grande spazio aperto a tutti e che, perciò, siano stramaledetti quelli che ci vorrebbero infangati per tutta la vita nello stesso posto.



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