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mercoledì 5 agosto 2026

Sporadi (Alonissos e Skopelos)

 

LUNEDÌ 01 GIUGNO 2026

Dopo aver asciato l'auto al parcheggio più economico del momento a Bergamo (Azzurro: 15 giorni 84 euro) ci ritroviamo un'altra volta all'aeroporto di Orio al Serio che è sempre più terminal di scalo internazionale. Il nostro volo Ryanair per Skiathos (208 euro a persona andata e ritorno) delle 15.40 parte in perfetto orario ed atterra sulla corta e suggestiva pista dell’isola alle 18.50 ora locale (un’ora in più rispetto all’Italia). Come già accaduto la scorsa volta apprezziamo molto il fatto che si possa raggiungere il centro abitato a piedi in poco più di mezz'ora: quasi una passeggiata rigenerante soprattutto per chi, come noi, viaggia con bagaglio leggero. Ancora con gli zaini in spalla ci rechiamo all’ufficio della Seajet dove acquistiamo i biglietti per l'isola di Alonissos per la mattina seguente. Prendiamo poi possesso della stanza prenotata al Grecos Art (44 euro) e ceniamo alla taverna Yannis che ha un buon rapporto qualità/prezzo.

MARTEDÌ 02 GIUGNO 2026

Skiathos è già strapiena di turisti, soprattutto inglesi, quindi siamo ben lieti di imbarcarci sullo Speed Runner 2 delle 10.50 (31.70 euro a cranio) che verso le 12.00 ci scarica a Patitiri, il porto della molto meno ambita Alonissos. Dopo aver pranzato da Tzitzifia, uno dei ristoranti in riva al mare che più o meno si equivalgono in fatto di offerta gastronomica e prezzi, allineati verso l’alto, ci rechiamo al Pantheon dove abbiamo prenotato una stanza per due notti al costo di 105 euro. La struttura è moderna e confortevole, il letto è molto comodo, ma il pezzo forte che vale almeno i 2/3 del canone di locazione è il terrazzino che offre una vista commovente sul mare aperto da cui emerge, poetica, un’isoletta solitaria. Essendo ancora sprovvisti di motorino ci incamminiamo per esplorare i dintorni e troviamo subito la spiaggia di Rousoum Gialos che sarebbe anche piacevole (l’acqua è super tranquilla e pulita, ideale per una lunga nuotata avanti e indietro), ma c’è un gruppetto di adolescenti scalmanati in balia dello sghiribizzo ormonale che mettono a dura prova la resistenza delle loro corde vocali e dell’apparato scrotale degli astanti, in particolare il nostro, già infragilito dalle schifezze del mondo che speravamo di mandare nel dimenticatoio almeno per questi giorni di vacanza. 



Quindi leviamo le tende e ci spostiamo a Votzi dove c’è una gran pace, ma la spiaggia è piuttosto brutta, con un fondo di sassacci inospitali. Ancora gambe in spalla verso Spartines; in questo caso la passeggiata si fa molto più interessante, in special modo quando si scende nella pineta e se ne assaporano gli inebrianti profumi. L’orario tardo pomeridiano e l’esposizione solare di questa spiaggia ne penalizzano le potenzialità e ci ripromettiamo di tornare a visitarla di mattina, ma non è comunque il nostro paradiso idilliaco, in quanto i ciottoli non si prestano ad una permanenza prolungata e fisico indenne, anche se si trovano tratti in cui sono più piccoli e levigati; dal vertice opposto a quello di arrivo si prende un sentiero ben segnalato con il classico bianco e rosso che conduce all'altrettanto bella e pacifica spiaggia di Monica, questa completamente in ombra a causa dell'alta parete rocciosa che la difende alle spalle. 


Per farci un'idea del costo del noleggio degli scooter facciamo un giro di interviste ai professionisti del settore, la maggior parte dei quali sembra di altre provenienze geografiche perché di solito quando chiedi a un greco: “quanto costa al giorno? e se lo prendo per più giorni? e se lo pago in contanti?” inizia un gioco al ribasso, tipico della più appagante delle contrattazioni… In questo caso, invece, la risposta è 20 €, sempre 20 €, e qualsiasi velleità di trattativa va a farsi friggere ed è già buona che non siano loro a dirti che se non la pianti chiamano la Guardia di finanza per evidente tentativo di frodare il fisco… Comunque alla fine troviamo una che ci chiede 17 € al giorno, e se lo teniamo 5 giorni 15 euro. Così si che si ragiona e non ci si sente sbalestrati del tutto: affare fatto!!! Sull'onda dell'entusiasmo per la grecitudine ritrovata, ci sbafiamo souvlaky e gyropita da Giorgos Snack Bar, l'ultima attività commerciale autentica ad essere sopravvissuta con affaccio sulla spiaggia di Patitiri.

MERCOLEDÌ 03 GIUGNO 2026

Prima di andare a ritirare lo scooter da Albedo Travel e di partire in tromba sulle strade deserte di Alonissos, siccome abbiamo quantificato la nostra permanenza, stringiamo un patto orale con la proprietaria del Pantheon che soddisfa pienamente entrambe le parti contraenti (40 € a notte): era dai tempi di Ios che non si vedeva una stanza con un balconcino del genere a questo prezzo. L’entusiasmo scaturito dell'economicità diffusa e ritrovata si smorza leggermente quando ci fermiamo dal benzinaio a fare il pieno (2,30 € al litro per la 95) qui però costa molto meno il gasolio: evidentemente ci tengono di più rispetto a noi a calmierare i prezzi merci circolanti su gomma, oppure se ne catafottono semplicemente dell'ecologia. A cavallo del nostro kymco agility raggiungiamo in scioltezza Agios Dimitrios beach costituita fondamentalmente da sassi che qua e là si riducono di dimensione fino a diventare sporadiche chiazze di sabbia grezza e consentendo così una sistemazione più comoda anche per chi, come noi, si stende su un pareo dello spessore di un millimetro. Il mare è placido e strapulito. Il verde e il blu, nelle loro svariate tonalità, sono esaltati da specchietti di luce solare riflessa. L’orizzonte ottico è chiuso e movimentato dalla silhouette dell’isola di Peristera che si trova proprio davanti, per un buon nuotatore raggiungibile a bracciate vigorose. 


 

Verso l’ora di pranzo ci spostiamo al piccolo e tranquillo villaggio di Steni Vala che si affaccia su un meraviglioso porticciolo naturale. Qui si trovano diverse taverne con le terrazze che guardano il mare verde smeraldo. Scegliamo Tassia’s cooking (ottime le cozze e il calamaro alla griglia a prezzi ragionevoli), ma ci ripromettiamo di tornare per provare la cucina anche delle altre, perché sembrano tutte di alto livello. Nel pomeriggio ci rechiamo sul versante occidentale per trovare una spiaggia che garantisca una pacificante visuale sull’arco calante del sole ed effettivamente Tourkoneri è proprio confacente allo scopo; dopo circa un kilometro di sterrato, dove si fa più impervio, decidiamo di parcheggiare il kymco, anche perché abbiamo voglia di fare una bella camminata di 500 metri abbracciati da una natura totalizzante ed odorosa, in un bosco che digrada verso il mare. Dopo la deviazione a destra percorriamo l’ultimo tratto del sentiero insieme alle caprette che pascolano su queste apparentemente impraticabili obliquità. La cala è molto stretta, ma siamo da soli e non c’è pericolo di picchiarsi contro. Verso il bagnasciuga i sassolini si fanno più piccoli e arrotondati fino a somigliare a chicchi di riso quindi molto comodi ad accogliere le nostre fisicità un po’ affaticate. Il contesto circostante è completamente selvaggio e, come per le capre in precedenza, sorprende la caparbietà di alcuni pini marittimi in grado di piantar radici tra rocce a strapiombo. L’acqua del mare è fresca, di una purezza assoluta, perciò è un piacere nuotare fino quasi a raggiungere la caletta gemella (Ocra), “quasi” perché qui si trovano altre due persone che, come noi, hanno cercato un angolo di solitudine e non sia mai che si disturbi la tranquillità altrui. Più tardi scopriamo che c’è un sentiero che continua e conduce alla spiaggetta suddetta. Come si faccia a preferire le spiagge attrezzate ed affollate quando esistono queste bomboniere è un mistero insondabile della mente umana, ma è una grande fortuna per noi. 






Per le spese scegliamo Kalogiannis supermarket e tra le fornerie preferiamo Eleni's Bakery, molto frequentata anche come bar dalla gente del posto.

 

GIOVEDÌ 04 GIUGNO 2026

Un’incombente copertura nuvolosa affievolisce l’intensità dei colori e la bellezza dei luoghi (con il sole ogni cosa risplende ed entusiasma), quindi scegliamo come meta una spiaggia che ci possa garantire una certa comodità di appoggio e Chrisi Milia è sicuramente adatta a questo scopo, perché è quasi interamente costituita da sabbia. Quando vi poggiamo piede al mattino, neanche troppo presto, non c'è ancora nessuno quindi ci si può concedere il lusso di una corsetta avanti e indietro agevolata dalla morbidezza del suolo. Oltre alle nubi opprimenti il mare è un po’ mosso perciò preferiamo rimandare un commento puramente estetico ad una seconda visita, se vi sarà, con condizioni climatiche ottimali; certo è che il posto non teme giudizio e si sta molto bene. Per la pausa pranzo optiamo ancora per la località di Steni Vala, dietro la quale si estende la spiaggia di Glyfa, interamente composta da ciottoli: il mare è particolarmente limpido e invitante, ma lo sono anche i profumi che provengono dalla cucina di Tassia's Cooking, di conseguenza mettiamo un altro post it nella mente come promemoria di ritorno in futuro. Nel pomeriggio la situazione meteo non cambia in meglio, anzi; non conoscendo riti sciamanici appositi possiamo solamente pazientare sperando. Rimandiamo la visita della città vecchia che avevamo ipotizzato e ci rechiamo alla spiaggia di Kokinokastro la cui ansa è delimitata su ambo i lati da rocce rosse spioventi punteggiate di vegetazione e proprio davanti si trova un isolotto dove nidificano gli uccelli. È un’ambientazione spettacolare! Anche in questo caso il fondo è di ciottoli e purtroppo nella parte più ospitale della spiaggia hanno pensato bene di piantare gli ombrelloni per uno stabilimento balneare di nessun interesse e bisogno, visto che ci siamo solamente noi… 














VENERDÌ 05 GIUGNO 2026

Lasciamo il motorino al parcheggio di Kokinokastro e prendiamo il sentiero a sinistra e, dopo l'attraversamento di un uliveto, scendiamo alla splendida spiaggia di sassi bianchi che risponde al nome di Nikiros. A parte qualche discreta barca ancorata nella baia non v’è traccia di essere umano quindi ce la scialiamo in totale relax. Bagnarsi nelle acque sue fresche dalle svariate tonalità del turchese è una vera goduria, rimanendo a mollo finché sui polpastrelli non si percepisce più la presenza di impronte digitali. Sempre dal parcheggio di Kokinokastro scendiamo verso la spiaggia; prima della scalinata finale, a sinistra, si può entrare in un cancelletto che si apre su un sentierino nella pineta che conduce ad un'altra caletta molto suggestiva ed accogliente, quasi come Nikiros. Il sole splende alto e glorioso ed effettivamente rende giustizia alle incantevoli atmosfere di Kokinokastro, da cui ci congediamo a malincuore ma a beninstomaco perché ci rechiamo a Steni Vala per l'ormai consueta pausa pranzo. Prima, però, dedichiamo un po’ di tempo a Glyfa che percorriamo sino alla sua dependance, dove si è installato il beach bar Suelto; chi avesse voglia potrebbe consumare qualcosa ed appostarsi sui lettini… noi preferiamo andare a mangiare seriamente. Dopo pranzo imbocchiamo il sentiero ben segnalato (come tutti gli altri del resto) che parte dal porticciolo di Steni Vala, o meglio dalla sua micro spiaggetta, e dopo circa 500 metri giunge alla super tranquilla cala di Agios Petros. Il fondo è abbastanza spartano e un po’ da cuoricino rattrappito, ma l'atmosfera è assolutamente pacificante per questo momento post prandiale, con il canto delle cicale a conciliare il pisolino; c'è la possibilità di mettersi all'ombra e l'acqua è talmente calma da emettere solo un lieve sussurro di ricciolo d'onda sul bagnasciuga anch'esso assai rilassante. Chrisi Milia con il sole ed il mare calmo è bella, ma nel pomeriggio è troppo affollata di conseguenza ci spostiamo a Milia su cui c’è solamente una decina di persone. I sassolini bianchi e levigati consentono lo svacco totale e le acque azzurro pastello su cui riverberano i raggi del sole e la scogliera bianca ad amplificare, invogliano a lunghe nuotate costa-costa.  










SABATO 06 GIUGNO 2026

Dedichiamo il nostro slancio mattutino alla visita della costa occidentale per fare ciò oltre all'entusiasmo serve molta pazienza ed una buona dose di attenzione/maestria alla guida dello scooter, perché la strada è una vera e propria pietraia, con punti particolarmente dissestati. C'eravamo prefissati di raggiungere come prima tappa la spiaggia più settentrionale, quella che viene definita Plakes, ma dopo tutto sto sfracassamento di palle (infatti c'è l'onomatopeica località di Kastraki), vediamo un cartello che indica Megali Ammos (il navigatore la nomina invece Great sand Beach, senza alcuna logica, visto che è composta interamente da ciottoli e sassolini…) Nonostante la presenza di qualche casa sulle colline attorno, tutte con le tapparelle abbassate forse perché i proprietari non ne potevano più di quella trazzera ed hanno optato per non venirci mai più, è sicuramente un luogo molto appartato che garantisce la massima privacy. L'acqua del mare sfuma dalle smeraldine reminiscenze a riva, sino al blu intenso del mare aperto, passando per il verdone della vegetazione fitta che vi si specchia. 







Dopo essere stati messi alla porta dall'abbaiare profondo e costante di una specie di molosso di guardia ad una casa della zona, che ci segue sbavando per tutto il perimetro, fortunatamente ben recintato (ci eravamo comunque premuniti di un paio di bastoni da difesa), rimettiamo la bussola verso sud e parcheggiamo il motorino nei pressi del cartello indicante Tourkoneri, ripercorriamo il medesimo sentiero nel bosco. Ma questa volta tiriamo dritti e poco distante (circa 200 metri) incontriamo la svolta per la stupenda caletta che risponde al nome di Anargiri che ha lo stesso approccio selvaggio e rassicurante di Tourkoneri: un bijoux! 


 

Continuiamo l'esplorazione della costa occidentale con la spiaggia di Tsoukalia, in cui l'unica cosa di interesse è il mulino sulla sinistra, per il resto è abbastanza insignificante, inoltre l'acqua è piuttosto sporca. Molto più suggestiva è la seguente Gialia, incastonata in una baia scenografica. Anche qui c'è un vecchio mulino leggermente rialzato che la domina e la protegge ed anche in questo caso il mare non è proprio cristallino. 





 

Ci prendiamo una pausa dal litorale per dedicarci alla Chora che, pur non essendo un paesino cicladico, ne ha mutuato parecchie caratteristiche significative: i vicolini stretti su cui si affacciano le case, spesso intonacate a gesso, con le persiane ed i balconcini colorati, fiori e rampicanti un po’ ovunque, chiesette ed altri edifici in pietra. Alcuni hanno dipinto le loro abitazioni e gli esercizi commerciali in tinte vivaci. I ristoranti hanno terrazze panoramiche da paura ed altri hanno disseminato i tavolini in piazzette romantiche, tra un albero e l'altro. Il vecchio villaggio si trova arroccato su una collina così si possono osservare scorci mozzafiato a 360 gradi. Ci concediamo un paio di meritate mamos in un bar-ristorante (Archontostasi Restaurant), molto intrigante, perché ha incentrato la sua attività, oltre che sulla rifocillazione fisica degli astanti, anche su quella spirituale, infatti il locale è ornato da svariati strumenti musicali e c'è un costante sottofondo jazz assai piacevole, e spesso ci sono esibizioni dal vivo. 

 




















Chiudiamo la giornata alla naturalissima spiaggia di Micros Mourtias, definita anche nudist beach. Per arrivarci si prende una strada sterrata di 2 km che parte dal cimitero di Old Village.  

 

DOMENICA 07 GIUGNO 2026

Dopo una rilassante mattinata sulla sabbia di Chrisi Milia andiamo a vedere com'è Tzortzi (o Georgi) beach: un pochino troppo spartana anche per noi. Tutto il contrario di Leftos Gialos, su cui sono stati installati due stabilimenti balneari all'insegna del fighettismo più spinto, così come i ristoranti/bar alle loro spalle... Ma se ne sentiva la necessità?!? La spiaggia è comunque bella con i suoi ciottoli bianchi e, a differenza di quanto letto su alcune recensioni, almeno in questo periodo ci sono degli spazi liberi. Torniamo da Tassia's Cooking che ormai ha vinto la nostra personalissima palma d'oro, infatti tra le altre cose mangiamo la miglior taramosalada di sempre: bravissimi!!! Pigro passaggio post-prandiale a Kokinokastro nell'unico posto comodo all'ombra di un pino marittimo, le cui radici sono molto esposte, ma che sembra tenere duro ancora: speriamo… Il posto migliore per godersi il tramonto è sicuramente il monte che si trova dietro la Mont trova dietro Chora e ci si arriva a piedi, ma anche in motorino, imboccando la stessa strada che scende a Micros mourtias, che ad un certo punto si biforca e a destra si prosegue sino a giungere ad un point of view dove sono state posizionate due panchine; la panoramica è incantevole ed impressionante lo strapiombo sul mare. 





 

LUNEDÌ 08 GIUGNO 2026

Approfittiamo di queste ore che precedono il collegamento veloce per Skopelos tramite speedrunner per fare una lunga camminata intorno a Patitiri a cominciare dal vecchio albergo abbandonato, che potrebbe essere utilizzato come set cinematografico per un film horror oppure per una struggente storia di tossicodipendenza. Più avanti si trova il campeggio Rocks ed oltre un sentierino per scendere ad una spiaggetta solitaria; per calarsi sugli ultimi metri di roccia scoscesa è stata messa una fune. Torniamo al porto ed attendiamo il Seajet che porta quasi un'ora di ritardo (tanto valeva comprare il biglietto per il traghetto lento…) Anche a Skopelos siamo costretti ad aspettare l'arrivo della nostra amica che lavora dal noleggiatore di scooter Moto Center By Nikolas da cui abbiamo affittato un Symphony 125 per sei giorni a 90 €. Quando finalmente si arricampa, dopo essersi scusata per l'inconveniente, stipuliamo velocemente un contratto e ci fiondiamo alla Taverna Dimitrakis perché ci si è smorcato un pittito lupigno; purtroppo lo troviamo chiuso… ma li vannacci tua!!! L'inizio non è dei più promettenti… ripieghiamo sul ristorante che si trova pochi metri più avanti verso l'abitato e ci rincuoriamo subito. Ci trasferiamo a Neoklima dove ci attende la stanza da Maria Studios che è molto bella e ha un balconcino prezioso con vista dal primo piano; il prezzo è di 48 € a notte. Cena dal buon Nikos Tou Rali a base di pita e souvlaki.

A Skopelos ripercorriamo i sentieri già battuti (link racconto e foto di Skopelos 2024

MARTEDÌ 09 GIUGNO 2026

Il cielo è nuvoloso e la temperatura perfetta per una bella camminata: in motorino ci rechiamo a Loutraki dove parcheggiamo sul lungomare e ci dirigiamo verso gli antichi bagni romani che non hanno alcunché di interessante se non il fatto di essere il punto di partenza del sentiero T4 che arriva sino a Palioklima (ne facciamo un pezzo). A Loutraki si potrebbe prendere anche il camminamento numero 11 che sale a Glossa; visitiamo questo bel paesino arroccato dove ci sono alcuni ristoranti accattivanti che stanno preparando i loro piatti forti per cui sprigionano profumi da acquolina totale. Noi però preferiamo andare in forneria a comprare due pie al formaggio e prosciutto da portare in spiaggia: scegliamo Hondrogiorgis che sappiamo, per esperienza precedente, disporre di zone d'ombra adatte al nostro bisogno. Nel pomeriggio proviamo a raggiungere sia Petani sia Mari, ma in entrambi i casi torniamo indietro con un niente di fatto, se non un'altra dose di movimento in un contesto naturale meravigliosamente odoroso di macchia mediterranea e piacevolmente ossigenante. Per godere del concetto spiaggia in senso stretto optiamo per la bellissima Milia che si presta perfettamente a questa funzione: sassolini accoglienti su cui coricarsi e mare spettacolare in cui nuotare a più non posso.

MERCOLEDÌ 10 GIUGNO 2026

Una splendida giornata di pieno sole che apriamo con il piacevole giro in scooter sulle rilassanti strade dal motto “prendila dolce” di questa isola incantevole; imbocchiamo a Glossa quella alta per Perivoliou dove arriviamo per primi e ci rimaniamo praticamente soli per l'intera mattinata. I sassolini sono incandescenti per fortuna c'è un po’ d'ombra sotto la roccia posteriore. Il mare è super tranquillo ed i colori sono il top dell'immaginario riguardante il mediterraneo: c’è qualcosa che ci si possa impedire di rimanere in acqua almeno un’ora?!? Semplicemente stupenda è la strada che dapprima si snoda nel bosco per poi aprirsi sui panorami costieri che si susseguono fino al faro. Per pranzo optiamo per le meze del Kafè Rouga, proprio dietro la piazza centrale di Glossa: i piatti sono un po’ piccoli, ma la qualità è decisamente buona e si possono assaggiare cose insolite.



 

GIOVEDÌ 11 GIUGNO 2026

Visitiamo il paesino di Paleoklima lasciando il motorino sulla strada principale ed imboccando la pedonale che lo attraversa e che ben presto si trasforma nel sentiero T4 che conduce a Loutraki; sul cammino si incontra una bella chiesa. Tutti sudati per la fatica ci rimettiamo in sella e ci spostiamo a Perivoliou dove prendiamo al bar, che si trova alla sommità, un piccolo ombrellone, messo a disposizione per i clienti che diventeremo all’ora di pranzo e fondamentale per affrontare gli impietosi raggi del sole. Trascorriamo il pigro pomeriggio sulla spiaggia di Hovolos dove si arriva ancora con un poco di fatica costeggiando la bianca scogliera, saltuariamente svirgolando su un masso scivoloso, ma una volta di là l’atmosfera è paradisiaca.


 

VENERDÌ 12 GIUGNO 2026

Lasciamo la stanza da Maria e trascorriamo la mattinata a Milia, poi andiamo a pranzo da Dimitrakis come se fosse un ritorno a casa. Nel pomeriggio riusciamo a comprare i biglietti del traghetto per Skiathos per domenica e qualcosa da mangiare prima di prendere possesso della stanza al Thea Home Hotel by Booking Kottas (2 notti con splendida vista e ottima colazione a 107 euro), poi il clima si guasta e non riusciamo a fare altro.


 

SABATO 13 GIUGNO 2026

Il temporale notturno prosegue per tutta la mattinata tranne qualche tregua che ci consente di visitare il paese senza grossi problemi. Verso le 14.00 si torna a rivedere sporadici (aggettivo troppo poco utilizzato in questo racconto) ritagli di cielo azzurro; a cavallo del fidato Symphony ci rechiamo dalle parti di Agnontas dove si imbocca una strada nel bosco che conduce ad Amarantos: ne percorriamo la maggior parte a piedi, non perché sia in cattive condizioni, ma per fare un po’ di esercizio fisico in un ambiente naturale praticamente incontaminato. Gli ultimi strascichi nuvolosi ci impediscono di immortalare il panorama costiero fatto di scogliere, grotte e minuscole insenature, come meriterebbe. La tappa successiva è la spiaggia di Panormos dove, invece, troviamo ciò che ci aspettavamo, cioè sole e grande tranquillità sia fuori, sia dentro l’acqua.




DOMENICA 14 GIUGNO 2026

In attesa del traghetto delle 14.30 per Skiathos (23.70 euro a persona) trascorriamo parte della mattinata alla piscina del Thea Home ed il resto sulla sempre affascinante e selvaggia spiaggia di Velanio. Purtroppo, invece, Stafilos ci sembra un poco imbruttita rispetto a due anni fa. Il traghetto è in perfetto orario quindi alle 15.30 sbarchiamo al porto di Skiathos. Ci incamminiamo per le affollate strade del paese e raggiungiamo la nostra amica di Rent Scooter Skiathos dove ritiriamo un nuovo modello di Symphony (25 euro al giorno) e partiamo in direzione Agia Paraskevi dove abbiamo prenotato una stanza con colazione alla Strawberry Pension (57 euro), dopodiché decidiamo di recarci a Banana Beach che ricordiamo essere ben orientata al tramonto, ma arrivati sul posto troviamo un’infinità di auto e motorini parcheggiati, perciò imbocchiamo la strada sterrata che purtroppo ha subito frane e smottamenti e la troviamo in condizioni pietose. Pian pianino giungiamo a Paralia Agkistros dove ci rilassiamo per bene e facciamo un bel bagno rinfrescante nelle sue acque placide e trasparenti. Ceniamo con poca soddisfazione al Symposio.

LUNEDÌ 15 GIUGNO 2026

Le stanze dello Strawberry sono state ristrutturate da poco (bagno, infissi, cucinino, si sente ancora odore di pittura fresca) l’unico difetto è un poco di umidità. Il letto è molto comodo ed il terrazzino rialzato spazioso ed accogliente. La struttura dispone anche di una bella piscina che ci godiamo per un’oretta, prima di andare a Mandraki: la nostra spiaggia preferita di Skiathos. E così un’altra avventura in Grecia volge al termine; qualche piccolo difetto a volte s’evidenzia, come ad esempio i prezzi un po’ rincarati e troppa gente in alcune località, ma in generale ci si porta a casa quella sensazione unica di benessere e serenità che solo questa terra frammentata da un mare incantevole sa regalare.