LUNEDÌ 30 MARZO 2026
Il volo Ryanair da Bergamo per Chania (Creta) costa 47 euro a persona e parte in perfetto orario alle 8.45 quindi alle 12.20 (un’ora di fuso) atterra sull’isola. Abbiamo prenotato una Fiat Panda da Imperial car rental (ormai siamo clienti abituali) per 5 giorni al prezzo di 109 euro con assicurazione casko; la società si appoggia al car rental Monza durante la bassa stagione, il cui ufficio si trova fuori dall’aeroporto (arrivi) a sinistra dopo circa 150 metri. Mettersi alla guida è un piacere perché le strade sono in condizioni decisamente migliori rispetto alle nostre, il traffico è scorrevole ed il panorama sorprendente, infatti ha nevicato parecchio quest’inverno sulle montagne, perciò il contrasto tra le vette immacolate e candide ed il verde smeraldino delle acque del porto di Chania è tanto surreale quanto incantevole: Sembra una ricostruzione cinematografica di un film di fantascienza in cui le piste da sci dolomitiche si specchiano in una baia della Sardegna. Ci dirigiamo verso la prima tappa della nostra gita: la città di Rethymno. Prendiamo possesso della stanza al Poseidon Hotel (50 euro senza colazione ma c'è un bollitore ed una macchinetta del caffè) che ha un fantastico terrazzino vista mare ed è praticamente nuova ed assai confortevole. Gambe in spalla alla scoperta del centro storico pedonale e ben valorizzato con una pausa pranzo da Stella’s Kitchen dove si ordina direttamente davanti a pentole e padelle: non esiste un menù e si compone il proprio piatto principale con una porzione di carne a scelta e due tipi di verdure come contorno. È una cucina semplice e casalinga forse non di immediata digeribilità, ma di buoni risultati gustativi. Visitiamo il porto veneziano, la fortezza ed il giardino municipale per perderci poi negli intricati vicoli della città vecchia dove incontriamo la moschea con il suo bel minareto e la fontana Rimondi.
MARTEDÌ 31 MARZO 2026
Imbocchiamo la strada che da Rethymno punta verso l'interno dell'isola in una bella vallata le cui panoramiche sono purtroppo condizionate dal maltempo. Facciamo una breve sosta al monastero di Arkadi e riprendiamo la via per Matala dove arriviamo all'ora di pranzo.
Il villaggio si trova in una baia assai suggestiva però non mostra l'atmosfera coinvolgente che molti si ostinano ad esaltare, anche perché gli edifici non sono molto belli nè ben tenuti come succede alle cicladi dove spesso è sufficiente un’intonacata ed una mano di bianco ed un paio di persiane colorate d'azzurro a dare un senso di armonia anche alle costruzioni abbastanza lineari. Inoltre molte attività commerciali sono chiuse per la bassa stagione o per lavori di manutenzione quindi l'ambiente non risulta particolarmente accogliente in questo momento dell'anno. Molto interessanti e piacevoli invece sono le camminate che si possono intraprendere tenendo Matala come base di partenza: quella che conduce alla Red Beach ad esempio è assolutamente da non perdere con i suoi saliscendi tra pendii e pietraie, punti panoramici ed immersione totale in una natura odorosa e magnifica. Ci sono due possibilità di camminamento partendo dal paese noi scegliamo quella più rivolta mare da cui si vedono più scorci costieri. È ben segnalata e tonificante.
I posti per pernottare aperti sono pochissimi e non proprio economici per la qualità offerta. Dormiamo al Fantastic Matala 2 (57 euro per una camera doppia discreta, con una proprietaria sopra le righe). Tra i tre ristoranti aperti scegliamo sia per pranzo sia per cena Petra e Votsalo, con buoni piatti della tradizione e pesce fresco a prezzi accessibili.
MERCOLEDÌ 01 APRILE 2026
Ci muoviamo in funzione del meteo cercando di fuggire dal peggio e all'inizio ci riusciamo abbastanza bene infatti percorriamo l'intera lunghezza della spiaggia di Komos sotto un solino velato, ma gentile. Poi proviamo a seguire i consigli della guida del Touring che parla bene dei paesi di Vouri e Zakros, in realtà non possiamo concordare con il parere positivo, così ci spostiamo al monastero di Vrodissi che è chiuso nonostante le informazioni opposte: poco male perché i dintorni sono molto interessanti e ci lanciamo in una soddisfacente camminata in mezzo agli ulivi.
Riprendiamo
la scorrevole strada per Heraklion dove arriviamo per l'ora di pranzo. Mangiamo molto bene a prezzo basso da Paradosiakí Taverna Xylouris.
La
città è piuttosto decadente e squallida, sporca e maltenuta e, se non fosse per
qualche monumento sporadico e per alcune vie pedonali, sarebbe un'esperienza da
dimenticare. Nel pomeriggio arriva una calima mostruosa: anche per la gente del
posto evidentemente un fenomeno più unico che raro, perché si fiondano tutti
sui marciapiedi col telefono in mano a fotografare o filmare un cielo surreale
che dapprima si scurisce poi si tinge di giallo ocra ed infine di un arancione
da fine del mondo per tempesta nucleare. Si mette anche a piovere e tutto si
ricopre di una palcia quasi impossibile da rimuovere dai finestrini e dai
vestiti, dai capelli e dalle narici; le strade si stracciano di latte nesquik e
non si capisce più niente sugli orizzonti ottici…
Per la notte abbiamo prenotato una stanza da Luana Monte Apartments (45 euro lo studio moderno con qualche pecca e una bella piscina) in una zona piuttosto brutta vicino allo stadio comunale, nel quartiere di Ammoudara.
GIOVEDÌ 02 APRILE 2026
Heraklion si sveglia sotto una coltre di sabbia del deserto e tutti si danno un gran daffare a cercare di pulire finestre, balconi e vialetti; le auto, compresa la nostra, sembrano partecipanti alla Parigi-Dakar. Con una bottiglia d'acqua ed il tergivetro della doccia riportiamo una parvenza di visibilità e sicurezza a finestrini, specchietti e parabrezza e riusciamo così a partire per la parte est dell'isola. Superiamo Agios Nikolaos e puntiamo verso Mochlos e dopo una ventina di chilometri imbocchiamo la trazzera che conduce alla spiaggia di Richti. Bisogna prestare molta attenzione sia alla morfologia stradale, sia alla presenza di ingombri sulla sede, quali tubi e massi crollati che un paio di pale meccaniche stanno rimuovendo, creando ulteriore rallentamento alla già pigra andatura di cautela. Prima di raggiungere la spiaggia c'è un parcheggio dove lasciamo l'auto per imboccare il sentiero della gola omonima che in una mezz'ora di scavallo al ruscello ci permette di arrivare alla cascata dopo aver attraversato un contesto di natura totale. Molti preferiscono percorrere la gola al contrario, cioè scendendo da monte; in questo caso il cammino è assai più lungo e tortuoso. L'ingresso costa 5 euro ma in questo momento è gratuito.
Risaliamo in auto e ci fermiamo poco dopo, precisamente alla spiaggia di Voulisma che, però, ci tortura un po’ con la bellezza delle sue acque che invitano al bagno chiaramente improponibile a causa della temperatura proibitiva.
Ritornando ulteriormente verso ovest facciamo tappa ad Agios Nikolaos dove parcheggiamo in prossimità del porto e visitiamo il centro dell'abitato caratterizzato da una laguna interna molto suggestiva su cui si affacciano diverse attività commerciali.
È tempo di ripiegare verso Malia dove abbiamo prenotato una stanza molto carina al Mila Malia Studios (40 euro con colazione). Il paese è improntato ad una grande ricettività estiva con svariati tipi di sistemazioni, ristorazione plurima ed altre varietà di intrattenimenti ludici che in questo periodo sono tutti chiusi conferendo al luogo un'atmosfera decadente, ulteriormente aggravata dal peggioramento del clima con forti venti e rovesci a profusion.
VENERDÌ 03 APRILE 2026
Si potrebbe fare una bella camminata su un sentiero che unisce Malia a Sissi ma il clima non lo consente perciò, come abbiamo fatto in tutti questi giorni, andiamo a cercare miglior fortuna altrove. Ci va abbastanza bene a Kalyves, dove pranziamo a base di kountosouvli da To Psito: molto buono e abbondante a prezzo irrisorio. Anche qui si mette a piovere con gagliarda intensità perciò ci spostiamo nella zona di Chania dove le previsioni sembrano essere più rosee; non è poi così vero, infatti al posto dei sentieri di montagna che ci prefiguravamo optiamo per una blanda visita della città (che già conoscevamo) che comunque è sempre molto piacevole, sicuramente è la più interessante di Creta.
Quando il cielo si apre leggermente, facendo vedere il suo colore, ci spostiamo sulla penisola di Akrotiri per visitare il monastero di Agia Triada Tzagaroli (ingresso 3 euro), un bel monastero dall'approccio siciliano ed il successivo Gouvernetos; qui ci sarebbe un cammino di circa 5 km per raggiungerne un altro in un bel contesto roccioso con sfondo marino, ma naturalmente si riaprono le cataratte e ce ne torniamo indietro dopo poco con le pive nel sacco.
Andiamo a cena da Barbantonis a 7 minuti dall'aeropoto che ci prepara piatti gustosissimi dalle dimensioni pantagrueliche, o così ci sembrano, avendo ancora il pranzo come riserva di energia non utilizzata… peccato invece di una vacanza ossigenante e fisicamente tonificante, è stata soprattutto incentrata sulla gastronomia e purtroppo nociva a livello respiratorio a causa della calima che ha afflitto l'isola con rossa tenacia.

























